Fashion

Brand extension. Necessità e virtù.

brand extension chanel

“Dal 27 novembre al 20 dicembre, Saint Laurent occupa il primo piano del concept store in uno spazio unico”. Colette

Ultimo brand ad apparire nel prestigiosissimo spazio di rue Saint-Honoré a Parigi, Saint Laurent ha presentato la notizia corredandola di immagini dei prodotti che verranno esposti. Essendo Colette un Concept Store non potevano mancare le brand extension più innovative e glam. Ma quanto questa strategia di marketing viene oggi frequentata? Tanto. Soprattutto dai luxury brands.

Di cosa stiamo parlando?

Per darne una definizione veloce, la brand extension è l’utilizzo di una immagine di marca su prodotti di categorie merceologiche differenti (che si chiameranno spin-off) con lo scopo di aumentarne la brand equity. Quindi mira a conferire ad intere famiglie di prodotti  l’equity ed i benefici vantati dalla casa madre.

La brand extension si può applicare a qualsiasi prodotto, dall’accendino all’automobile, dagli hotel alle gomme da masticare. Regola aurea, la coerenza: i consumatori apprezzano il risultato di una brand extension quando vi riscontrano un accettabile grado di coerenza percettiva fra  la nuova categoria di prodotto e la categoria in cui opera la marca. Le probabilità di successo del un nuovo prodotto saranno quindi direttamente proporzionali al livello di consonanza esistente tra le categorie merceologiche (category fit).

logo virginEsempio più visibile che porta in evidenza vantaggi e limiti di questa strategia è Virgin, celebre brand di Richard Branson che si è esteso a categorie disparate come bevande, compagnie aeree, treni, fitness, servizi finanziari, videogames, internet, tv via cavo, distribuzione, telefonia mobile, discografia. Non tutte con ottimi risultati, proprio perchè è mancata l’applicazione della regola della coerenza.

Fashion ed estensioni. Necessità? Virtu?

Il mondo della moda ha utilizzato in modo massiccio questa strategia, brand extension fenditanto che ci sembra così naturale da non notarlo neppure. Tutto ciò che oggi chiamiamo XXX casa – dal fast fashion fino al lusso – è un esempio perfetto di una brand extension calzante. Al punto da arrivare alla creazione di Hotel – di lusso ovviamente – e SPA, ristoranti, Lounge bar. L’abbigliamento stesso è oggetto di estensioni da parte di brand con altre categorie produttive (uno fra tutti Marlboro Classics).

Ogni oggetto legato al lifestyle è stato esplorato e testato e spesso fatto oggetto di capsule  se non di intere e dedicate collezioni. Negli anni ’80 Ralph Lauren, sempre sperimentale ed in avanguardia, ha esteso a biancheria da bagno il suo brand, dando vita ad una cascata di estensioni che ancora oggi vivono nel nostro quotidiano.

brand extension skateMa lo sport è la categoria credo più amata. Tantissimi gli esempi di attrezzatura, abbigliamento specifico, accessori. I consumatori amano portare i propri beloved brands anche sulle piste da sci, sulle onde, nella strada e non solo.

Infine i mezzi di trasporto: dalla personalizzazione fino alle edizioni limitate, il fashion ed il lusso non si sono fatti sfuggire l’occasione di sfruttare la tecnologia in movimento per esibirsi in esempi eccellenti di brand extension, a tratti con risultati eccellenti sia di immagine che di vendita. Unire Armani al concetto di Made in Italy e di Vespa è una operazione di marketing con i fiocchi. Riservata a pochi, però.

 

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Un pensiero su “Brand extension. Necessità e virtù.

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