Bustier

Il vocabolario del fashion editor. B come bustier.

La scelta è stata ardua. Perché la B è una lettera difficile, suggerisce pochi concetti interessanti al fashion editor, o almeno mi è sembrato così. Mi sono venuti in mente anche brand, bionda/blondie, beauty, banana yellow, bomb, boobs (ma era poco corretto), banca, budget e qualcun’altra.

Bustier stampa

Ecco il bustier. Una scelta difficile.

Ma mi sono fermata a bustier, perché è affascinante, perché è poliedrico, perché è trasversale a tante, tantissime estetiche. Ma iniziamo dal principio: intanto il bustier nasce come strumento protettivo da uomo, nel Medioevo, una specie di armatura, con la funzione di proteggere gli organi vitali. Niente di sexy né intimo, ma già quest’uso racchiude in sé l’idea di un “tutore del corpo e dello spirito”. Al contrario di quello che possiamo pensare noi, un uomo in corsetto era considerato virile.

Alle femmine invece la mania di stringersi nelle forme rigide e precostruite inizia nel rinascimento, inizialmente come modo di contenere la “carne bianca e molle”, un po’ anche per l’idea che la donna, di per sé più debole dell’uomo, avesse bisogno di un sostegno per la colonna vertebrale. Roba da sanitaria, insomma. Iniziano a stringersi in vita, ad esaltare il decolleté, creando anche delle difficoltà agli organi interni – si è arrivati a spezzare costole e causare morti e svenimenti!

Un guardaroba di tutto rispetto doveva prevederne uno per ogni abito. E un abito per ogni occasione. Era insieme uno strumento di tortura e di bellezza provocatoriamente esibita, simbolo di quella femminilità peccaminosa ritratta da Toulose-Lautrec o sublimata dai romanzi di Honore’ de Balzac e Guy de Maupassant.

Bustier dolce e gabbana

Coco Chanel e la rivoluzione del costume.

Viene bandito dagli armadi da quella grande rivoluzionaria di Coco Chanel e minacciato a morte dalla rivoluzione del Maggio ’68, ma dopo pochi decenni gli stilisti, da Vivienne Westwood, a Jean-Paul Gaultier e Dolce & Gabbana, se ne sono riappropriati facendolo diventare un accessorio glamour delle star (Kylie Minogue, Madonna, Lady Gaga) e un inno alla lingerie.

Rimane nella storia della moda il corsetto con coppe a punta che Gaultier disegno’ per il tour di Madonna nel 1990.

BUSTIER mADONNA

fashion editor vocabolario

Il vocabolario del Fashion Editor – A come aggettivi.

Idee e approfondimenti su come scrivere per la moda.

A come … Aperol. Se la prima idea è la vincente, so già cosa fare stasera. Ma se mi concentro un pochino di più e penso alla prima parola professionalmente utile che comincia con la A, arrivo ad aggettivi. Perché? Perchè nel lavoro del fashion editor o fashion copywriter che dir si voglia, gli aggettivi sono una colonna portante. Che siano scarni, asciutti e sintetici o barocchi e voluttuosi, che siano parole singole o metafore gioiose, voli pindarici o citazioni cross media, sono loro a dare la temperatura e la cromia giusta alla vostra frase.
Creano immagini, aggiungono calore, suggeriscono mondi entro i quali tuffarsi. Sono il sapore del brand, sono la chicca del tono di voce. Possono essere banali, inflazionati, inutili, qui la difficoltà – e l’abilità – dell’editor nel dosare con perizia quelli più interessanti e adeguati. Con la grazia e la maestria del pasticcere, perché il nostro lavoro si fa col cuore, mica siamo generatori di testi qualunque.
Io inizio sempre con una piccola ricerca, con la visualizzazione del prodotto e del suo mondo di riferimento. Chiudo gli occhi e lo osservo mentre si muove, onirico e gioioso, quale che sia la sua anima. E da lì tutto un mondo – il mondo della semantica – si schiude e mi sorride. A volte. Certi giorni invece guardo il mio bel cappotto appeso da descrivere e non mi dice nulla. Lo fisso con interesse e quasi mi dà le spalle.
Aggettivi da cesellare, da ritoccare, da tagliare. Aggettivi da aggiungere, da sbozzare. Tenendo a mente sempre il principio per cui se non è necessario, allora meglio toglierlo. Povero aggettivo …
linkedin b2b

Miniguida: come creare contenuti per Linkedin

Come creare contenuti interessanti ed attirare i tuoi prospect su Linkedin.

L’utilizzo dei social prevede una strategia di marketing adeguata. Se anche tu, come me, hai capito che per il tuo lavoro i social servono a poco, tranne Linkedin, allora questo è il post per te.

Perchè Linkedin?

Il primo passo di una corretta strategia è creare delle ‘buyer personas‘. Nel mio caso, ma sono in buona compagnia, il mio target non è un consumatore qualunque, ma è un consumatore business. Quindi devo operare nel B2B. Offro servizi alle aziende, come per altro 550 milioni di professionisti iscritti a Linkedin nel mondo! E’ fondamentale capire come utilizzare Linkedin per fare lead generation, cioè social selling e trovare così nuovi clienti o potenziali tali.

“Fare networking non significa fare fredde telefonate a degli sconosciuti. In realtà chi ti può aiutare veramente sono le persone che già hanno una forte fiducia in te e che sanno che sei un lavoratore intelligente e appassionato.” Reid Hoffman

Iniziamo dal profilo.

Per fare content marketing su Linkedin dobbiamo avere la camicia pulita, cioè il nostro profilo in ordine. Già fatto? Foto chiara e professionale ma con personalità, descrizione reale e vissuta delle proprie esperienze, evitando di copiare più o meno i contenuti del curriculum e le frasi fatte. Cercate di renderlo completo, chiaro, con un tono di voce che descriva chi siete veramente, come affrontate la professione, trasmettendo la passione per ciò che fate – e quindi offrite. Chi ci trova deve poter capire che sei tu il professionista giusto che risolverà i suoi problemi.
Una volta che hai studiato un minimo il funzionamento di LinkedIn e che hai dato una sistemata al tuo profilo, puoi cominciare a fare content marketing sulla piattaforma. Già, ma come? Ecco la mia miniguida.

Metti in mostra la tua personalità.

Su LinkedIn le pagine aziendali non funzionano molto bene, così come i gruppi. A funzionare bene sono invece i profili personali. Perché? Anche se ci troviamo sulla piattaforma professionale numero uno al mondo, i professionisti che usano LinkedIn sono prima di tutto persone. E vogliono relazionarsi con altre persone. Quindi spontaneità! Presentati come sei, pregi e difetti, niente frasi fatte, niente toni da cattedratico. Vince l’empatia, il cuore, la passione. Mostrati essere umano, fai vedere che sei nel quotidiano. Piace il professionista genuino che sa relazionarsi con le persone. Tu lo sei, mostralo.

 

linkedin content mkt

Utilizza immagini interessanti ed esteticamente belle.

Non solo per la cover ed il profilo, ma soprattutto per i contenuti dei post. La scelta delle immagini su tutti i social è cruciale, attirano l’attenzione, coinvolgono. Anche i post di testo, dove vuoi raccontare qualcosa di più della tua attività, possono essere corredati da immagini.

Valori e professionalità

I contenuti possono essere originali, creati da te, o semplicemente condivisi (tattica del content curation). In entrambi i casi il contenuto che proponi deve essere pertinente, interessante, utile. I valori che offri o che mostri o che condividi servono a farti percepire come esperto, come ‘produttore di valore’. Ed attira maggiore attenzione.

Continuità.

La autorevolezza che può arrivarti dal marketing dei contenuti si ottiene solo con costanza e continuità. La impennata improvvisa non rende concreti i risultati, ma ‘gutta cavat lapidem‘. Non solo sui social. Quindi prepara un piano editoriale, una strategia, un calendario o ciò che preferisci, ma preparati a pubblicare non necessariamente tutti i giorni ma sicuramente con continuità. La credibilità si costruisce nel tempo, e saranno necessari mesi e forse anni per farsi considerare un professionista esperto – quindi più interessante rispetto ad altri. Concordo che è molto faticoso, ma è l’unico modo per ottenere attenzione e soprattutto per farsi contattare.

linkedin network

Sii sincero, non temere di esprimere le tue idee.

Il dubbio è in ognuno di noi: e se quello che scrivo non interessa a nessuno? Se è banale, inutile? Se ciò che affermo non trova condivisione ma anzi indifferenza? La soluzione è essere sinceri e … provare! Se davvero sei il professionista che sai di essere, non hai da temere la concorrenza o il giudizio. Siamo tutti diversi, siamo tanti sulla rete, il business è grande quanto il mercato. Presentati senza timori.

Genera network, dialoga con altri utenti.

La comunicazione più efficace ed interessante è quella che coinvolge più individui. Serve il confronto, lo scambio di idee, il commento. Si portano valori, si partecipa. Si è attivi e disponibili. Cerca un contatto con gli utenti che ti leggono ma anche con quelli che segui. Devi crearti una rete, inizia dai piccoli passi, commenta e segnala, le relazioni che crei sono ponti per il futuro.

Racconta.

Ultimamente sto scoprendo tantissimi commenti sui post di solo testo. Storytelling puro. E pare che abbiano un grandissimo successo, che portino a risultati eccellenti. E che i riscontri più interessanti arrivino da quei post in cui si raccontano le proprie esperienze, la propia attività. Insomma quando ci si mette in prima persona. Allora raccontati, senza timori, racconta ciò che fai, ciò che ti accade. Sarà senz’altro più interessante che fredde guide su come utilizzare Linkedin …

linkedin content makt