Refusi, i peggiori nemici dei copywriter. Come riconoscerli e correggerli.

Concettuali o tecnici, i refusi sono sempre errori.

Sulle copertine, sui titoli, sulle pagine di pubblicità, proprio dove non dovrebbero essere. I refusi sono un errore comune, il più banale, che incide sulla qualità del lavoro finale – e sulla nostra autostima. Ma ci sono dei modi per evitarli, delle piccole tecniche per astrarsi e diventare dei fini revisori di bozze.

Il copywriter è una versione aggiornata e innovativa di amanuense, un artigiano della parola che fa dell’abilità e della sua creatività un valore aggiunto. Aggiunto a precisione e capacità tecniche. Chi scrive tanto testo, centinaia di migliaia di parole, è inevitabilmente sottoposto ad una percentuale d’errore alta. A volte però il refuso arriva all’inizio, inaspettato, o in un testo breve come un post su Facebook. Capita a tutti, anche dopo la rilettura, di non vedere un accento o un errore di battitura. Come evitarlo? Ecco alcune tecniche basilari.

 

Errori concettuali, la difficoltà di scovarli.

fante o non fante

Sono gli strafalcioni più nascosti, quelli più impercettibili. I refusi concettuali si nascondono nelle pieghe del testo (o del visual!). Ad esempio nell’immagine sopra la copertina non riporta l’immagine di John Fante, bensì quella di Stephen Spender. Una leggerezza evidenziata da Einaudi stessa, che ammette l’errore.

Ma si può scivolare su indicazioni temporali (date errate), geografiche, informazioni imprecise. Ad esempio attribuire un testo all’autore sbagliato, indicare una capitale della nazione errata.

 

Come riconoscere ed evitare il refuso concettuale.

Purtroppo non esiste formula magica, l’unica soluzione è la verifica accurata. Non fidarsi di nulla, rileggere con la mente settata per smentire ogni riga, con il dente levato per principio.

  • E’ l’immagine giusta?
  • Questa data è verificata?
  • La manica è davvero a palloncino?
  • La composizione corrisponde all’immagine?

E via così, in un difficilissimo percorso ad ostacoli. Possono venire in aiuto Google, versioni precedenti dello stesso testo, la verifica con stakeholder e così via. Se possibile la revisione andrebbe lasciata a quaslcun altro – sempre che ce ne sia il tempo e la possibilità economica. Nel caso di testi più o meno brevi ci sono diversi tool online per il controllo grammaticale (ad es. Language Tool o Spellchecker) che possono aiutare ma non certo per errori concettuali.

 

Il refuso grammaticale. Dove casca l’asino.

frase interrotta

Qui si comincia a divertirsi. Si trovano tantissimi esempi di refusi, dagli accenti alle doppie alle frasi monche, dalle lettere invertite. Per non parlare di doppi spazi, d eufoniche, maiuscole “accentate” con l’apostrofo e via così.

A commetterli sono le grandi agenzie di pubblicità così come i quotidiani, per non parlare di noi piccoli amanuensi, delle pubbliche amministrazioni o dei singoli cittadini che desiderano comunicare concetti importanti al proprio prossimo.

 

precedenti o meno

 

Copy tips: le tecniche per la correzione veloce.

Tutti noi scriviamo con un computer, normalmente utilizzando Word (o Excel) che contengono al loro interno alcuni strumenti automatizzati per la correzione di bozze. Il primo, insostituibile aiuto ci viene dal comando “Trova/Sostituisci“. Ti può servire velocemente per trovare:

  • Doppi spazi
  • D eufoniche
  • Maiuscole accentate con apostrofo (es.: E’)
  • Apostrofi mal formattati.
  • Spazi tra parole e segni di interpunzione

Ecco come fare per eliminare i doppi spazi.

Per eliminare i doppi spazi, nel campo “Trova” clicca due volte sulla barra spaziatrice. Se vuoi utilizzare “Sostituisci” clicca una sola volta. Il comando a Word sarà quello di trovare tutti i doppi spazi e sostituirli con uno spazio solo.

D eufoniche

La d eufonica è elegante ma rende un testo pesante alla lettura. Va utilizzata con parsimonia e solo in determinati casi (cioè quando avviene l’incontro tra congiunzioni o preposizioni con la stessa vocale della parola seguente). Ad esempio ed essi, ad Anna. Ci sono tre d eufoniche, ad, ed, od. Per eliminare le d eufoniche inutili, nel campo “Trova” dovrai ripetere l’operazione che segue per ciascun caso.

  • Scrivi “ad”, quindi batti sulla barra spaziatrice.
  • Dopo lo spazio aggiungi tutte le vocali, tranne la “a” – “ad e”, “ad o”, “ad i” “ad u”, una alla volta. In questo modo troverai le occorrenze da eliminare.

Per i casi “ed” e “od” userai tutte le vocali tranne la “e” nel primo caso, e la “o” nel secondo.

Maiuscole con apostrofo e apostrofi mal formattati

Qui il lavoro da fare è molto semplice, come per il caso dei doppi spazi. Per correggere le maiuscole apostrofate, e non accentate come dovrebbero essere, fa’ così:

  • Nel campo “Trova” scrivi dapprima E’, per esempio.
  • Nel campo “Sostituisci” inserisci la versione corretta, quindi È.

Queste le indicazioni principali, con le quali poter velocemente verificare refusi e difficoltà linguistiche. E ora, al lavoro!

 

presonale ingresso

 

fashion editor vocabolario

Il vocabolario del Fashion Editor – A come aggettivi.

Idee e approfondimenti su come scrivere per la moda.

A come … Aperol. Se la prima idea è la vincente, so già cosa fare stasera. Ma se mi concentro un pochino di più e penso alla prima parola professionalmente utile che comincia con la A, arrivo ad aggettivi. Perché? Perchè nel lavoro del fashion editor o fashion copywriter che dir si voglia, gli aggettivi sono una colonna portante. Che siano scarni, asciutti e sintetici o barocchi e voluttuosi, che siano parole singole o metafore gioiose, voli pindarici o citazioni cross media, sono loro a dare la temperatura e la cromia giusta alla vostra frase.
Creano immagini, aggiungono calore, suggeriscono mondi entro i quali tuffarsi. Sono il sapore del brand, sono la chicca del tono di voce. Possono essere banali, inflazionati, inutili, qui la difficoltà – e l’abilità – dell’editor nel dosare con perizia quelli più interessanti e adeguati. Con la grazia e la maestria del pasticcere, perché il nostro lavoro si fa col cuore, mica siamo generatori di testi qualunque.
Io inizio sempre con una piccola ricerca, con la visualizzazione del prodotto e del suo mondo di riferimento. Chiudo gli occhi e lo osservo mentre si muove, onirico e gioioso, quale che sia la sua anima. E da lì tutto un mondo – il mondo della semantica – si schiude e mi sorride. A volte. Certi giorni invece guardo il mio bel cappotto appeso da descrivere e non mi dice nulla. Lo fisso con interesse e quasi mi dà le spalle.
Aggettivi da cesellare, da ritoccare, da tagliare. Aggettivi da aggiungere, da sbozzare. Tenendo a mente sempre il principio per cui se non è necessario, allora meglio toglierlo. Povero aggettivo …

Fashion Copywriting: migliorare le descrizioni di prodotto per vendere di più

I negozi online, o gli e-stores come dicono gli addetti del settore, stanno diventando sempre più importanti. Lavorano spesso a fianco del punto vendita fisico, offrono molto di più in termini di disponibilità e taglie, e sono un’ottima opportunità di business. Necessitano di alcuni investimenti iniziali e di contenuti costantemente aggiornati, ma sono estremamente profittevoli. Tuttavia soffrono di una strutturale difficoltà – quella della lontananza dal cliente – che li rende freddi e spesso troppo basati su calcoli quantitativi piuttosto che su capacità e caratteristiche qualitative. Descrizioni di prodotto coinvolgenti e ben scritte permettono di massimizzare le propensioni all’acquisto da parte dei visitatori, ottenendo quindi il nostro goal, vendere di più. Ecco allora alcuni tips utili a migliorare le descrizioni prodotto ed attirare il vostro consumatore a cliccare sul pulsante “Aggiungi al carrello”!

Sorprendi, stupisci, emoziona.

Online il cliente è solo, non ha amici o commessi che lo supportano e lo consigliano, che lo aiutano nella fase della scelta e dell’acquisto. Manca il fattore umano. Ciò che un buon testo deve fare è immedesimarsi nel consumatore ideale, entrare nel suo punto di vista e fornirgli quel supporto emotivo, caldo, personale, che uno schermo di computer non può trasmettere. L’esperienza dello shopping è piacevole in negozio, dobbiamo cercare di rendere altrettanto positivo un acquisto in solitaria online. Quindi cercare di costruire quella connessione tra brand e cliente, trasmettendo valori, sogni, promesse. Anche un testo di prodotto può trasmettere il sapore di un mondo appealing e desiderabile.

Rivolgersi al consumatore ideale

Scrivere in modo neutrale, per piacere a tutti, risulta freddo e alla fine poco efficace. Bisogna rivolgersi direttamente al nostro consumatore, lui o lei che sia, parlandogli come se ci si stesse guardando negli occhi. Dall’altra parte della tastiera lui o lei si sentiranno coinvolti direttamente, e reagiranno di conseguenza. Proprio come se fosse fisicamente davanti a voi.

Usare titoli semplici e concisi

I titoli devono essere sintetici e precisi, devono dire con poche e semplici parole che cosa si sta vendendo. Meglio quindi utilizzare termini basici, comprensibili, non gergali per quanto possibile. Non chiamate il prodotto con un nome personalizzato, che solo voi potete comprendere. Ovviamente poi nella descrizione andrà utilizzato il linguaggio corretto della moda.

Allure e benefit per attirare l’attenzione, non specifiche tecniche

Certo le caratteristiche tecniche sono fondamentali e non possono mancare nella descrizione, ma il nostro sforzo dovrà focalizzarsi nella direzione di attirare l’attenzione del vostro potenziale buyer. Quali sono i contenuti intrinseci del prodotto? Come mi farà sentire? Come mi starà addosso? E’ quello che cerco per completare il mio look? Comunicare l’allure e una proiezione di sé invita il potenziale consumatore ad avvicinarsi all’acquisto.

Lasciate a loro la scelta

Quando un commesso esalta le caratteristiche di un prodotto di “eccellente qualità” la vostra reazione naturale sarà quella di pensare “ok, sta cercando di vendermi qualcosa”. Non dobbiamo sottovalutare le capacità di valutazione del nostro consumatore, meglio utilizzare perifrasi e lessico che permettano a lui stesso di giudicare ciò che sta guardando. Le immagini ed il testo dovranno essere ben strutturati per offrirgli tutte le informazioni, senza lodi inutili.

Personalità e tono di voce

Il tono di voce trasmette la personalità del tuo brand. Possiamo risultare sexy, spregiudicati oppure rigorosi, severi. O ancora classy, giovani, contemporanei, divertenti o impassibili, seriosi o leggeri. Se vogliamo risultare divertenti, il nostro linguaggio dovrà essere leggero ed umoristico. Le immagini ed il testo dovranno chiaramente comunicare questo messaggio. La personalità del brand deve compenetrare tutti i contenuti, e quindi tutte le descrizioni di prodotto.

Evitare tecnicismi

Nel descrivere un capo dobbiamo includere le caratteristiche tecniche fondamentali, come il fit, i materiali, le finiture. Senza però eccedere in tecnicismi. Chi ci legge non necessariamente ha una cultura nel fashion come possiamo averla noi, né è interessato ad averla. La fruizione del testo in questo caso è piuttosto rapido, meglio essere chiari e semplici per evitare una lettura “effetto scan” che toglierebbe interesse e appealing al nostro prodotto.

Le specifiche tecniche sono una parte importante della vostra pagina. Non solo supportano il consumatore nel crearsi un’idea dettagliata di ciò che sta per acquistare, ma lo aiutano anche nella ricerca di quello specifico prodotto.

Mantenere lunghezze di testo coerenti

Per garantire una user experience piacevole e funzionale, è bene mantenere una lunghezza dei testi coerente tra un prodotto ed un altro. Da evitare testi troppo corti se altri prodotti l’hanno corposa e viceversa. La sensazione potrebbe essere quella di una mancanza di informazione o di scarsa attenzione per quel capo.

Aggettivi e immaginazione

Gli aggettivi possono essere utilizzati per creare perifrasi suggestive e piacevoli. Il vostro consumatore non può toccare il prodotto, ma il testo descrittivo può aiutarlo ad immaginarlo, sentirlo, proiettarsi in esso. Come mi starà addosso? Sarà morbido e caldo? Che tipo di fit potrà avere? Una descrizione ricca in aggettivi (con moderazione!) lo immergerà completamente in un mondo – touch and feel – che lo spingerà verso il desiderio di acquisto.

Fashion words: un linguaggio dedicato

Il mondo della moda ha un linguaggio tutto suo. Padroneggiarlo e giocare con la creatività è il valore del fashion copywriter, la sua professionalità. Solide basi professionali permettono di conoscere terminologie specifiche, lessico emozionale e perifrasi di tendenza. Una costante lettura dei magazine, la visione delle sfilate e delle collezioni, il quotidiano esercizio e relativa ricerca permettono risultati eccellenti.

Le 4 C

Per una valutazione veloce di un testo di prodotto, si può applicare la regola delle 4 C:

  • Clear: il testo risulta nel suo complesso di facile lettura? Comunica la vera essenza del prodotto? E’ facile da leggere?
  • Captivating: il vostro consumatore sarà attratto dal testo, o lo scorrerà velocemente? E’ piacevole e coinvolgente? E’ emotivo ed appealing?
  • Concise: Troppo lungo, troppo corto? Le parole sono usate con parsimonia o al contrario abbondiamo in termini che poco aggiungono a ciò che si è detto?
  • Complete: Il testo sta completando l’immagine di prodotto? E’ in grado di comunicare ciò che dalle fotografie non si riesce a comprendere?

Questi sono solo alcuni suggerimenti per capire come un fashion copy affronta una collezione da descrivere. La lista è lunga e certamente incompleta, mi farebbe piacere se voleste unirvi ed aiutarmi con spunti o idee nuove. Come è la vostra esperienza da consumatori? Cosa vi piacerebbe trovare in una descrizione?

 

pitt engagement

Contenuti interessanti, engagement e social copywriting.

I lettori vanno coinvolti: come creare engagement e sfruttare al meglio il social copywriting.

Creare contenuti pertinenti e rilevanti sui social è divenuto oggi uno sforzo importante per qualsiasi impresa.
I social media manager sanno che la parte da leone la può fare il visual storytelling, e spesso si concentrano su questo aspetto. I video e le immagini sono i contenuti più visitati, grazie alla loro facile fruizione – le informazioni visive vengono elaborate fino a 60.000 volte più velocemente!

Ma un buon utilizzo della scrittura online è un elemento imprescindibile per qualsiasi strategia social, considerando anche le peculiarità dei diversi canali e i differenti pubblici coinvolti. In un ambiente complesso come quello dei social, basato sulla velocità ed immediatezza del messaggio, saper utilizzare le parole corrette diventa prioritario. E’ attraverso le parole che si possono veicolare messaggi diversi, come aumentare le visite al sito o al blog o generare azioni di inbound marketing.

engagement visual storyt

Il social media manager conosce bene le teorie esoprattutto cerca di creare engagement. Ma cos’è esattamente? E perchè è così importante?

La traduzione letterale dall’inglese non rende giustizia del significato ampio e composito di questo termine: nell’ambito del marketing si parla di coinvolgimento, ovvero di quanto si riesce ad attirare non solo l’attenzione del proprio target ma a spingerlo ad agire, in prima persona, in attività quali commenti, visualizzazioni, risposte, dibattiti, ed infine acquisti. Insomma serve a creare una interazione utile su qualsiasi canale social.

Per sviluppare engagement bisogna sfruttare al meglio la caratteristica ‘social’ dei propri canali, avvicinando il proprio consumatore fino al punto da creare un contatto diretto. Le teorie suggeriscono come prima azione di creare un calendario editoriale che possa avvicinare il proprio consumatore ed offrirgli servizi e prodotti che siano altamente interessanti. Ma per generare engagement vero, serve trasformare in agorà i propri social, in luogo di discussione aperto, dove l’umano prescinde e sovrasta, dove il contatto diretto non è percepito come finalizzato ma come condivisione e supporto.

Ecco che attraverso un buon utilizzo del social copywriting si possono sfruttare al meglio le caratteristiche del mezzo, per generare un contatto che diventi non solo interessante ma anche utile.

Identifica il target e sfrutta le sue caratteristiche

Creare testi mirati al proprio target è la regola d’oro. Solo identificando il nostro buyer persona possiamo creare testi in grado di soddisfare le richieste e le aspettative dei lettori. Cerchiamo per prima cosa di capire qual è il target esatto al nostro prodotto o servizio, cosa sta cercando su internet e offriamogli risposte e supporti, spunti, suggerimenti.

Con una corretta scrittura, con il giusto tono di voce, possiamo trovare un punto di contatto con il nostro potenziale cliente, che si avvicinerà a noi attratto dalla soluzione ai suoi problemi o dubbi che gli stiamo offrendo. La scelta dello stile di scrittura o del tono di voce è fondamentale in qualsiasi tipo di comunicazione, soprattutto se vogliamo creare engagement.

engagement social

 

Coinvolgi il tuo utente e spingilo a generare contenuti

Una buona strategia di engagement prevede anche l’utilizzo di tattiche specifiche ad ottenere user generated content, cioè contenuti generati direttamente dagli utenti. Ad esempio chiedere di postare immagini scattate mentre si utilizza proprio prodotto, o chiedere una recensione. I social sono un mezzo che gioca potentemente con il desiderio di protagonismo degli utenti e sfruttando questa caratteristica si possono indurre azioni facili e veloci che generano engagement.

Ovviamente ogni social ha le sue caratteristiche e vanno sfruttate al meglio: utilizzando immagini su Instagram, hastag su Twitter, copertine o post su Facebook. Deve diventare un gioco divertente in cui in palio c’è la visibilità personale.

CTA ovvero call to action

Ogni buon social media manager sa che i messaggi sui social devono contentere delle call to action – ovvero degli inviti ad agire. Può essere soltanto un commento, una opinione, un gioco, insomma una azione fisica che il consumatore è invitato a fare. Crea engagemente e non impegna!

calal to action engagement

Il social copywriting è una tecnica complessa ed altamente specialistica, che genera testi in grado di spingere le persone verso i tuoi obiettivi strategici. Senza risultare forzato od innaturale, sfruttando alcune leve – ne abbiamo visto solo alcune brevemente- e l’abilità di creare testi semplici ed immediati, che arrivino al cuore del proprio consumatore.

 

parole shoes

Vocabolario Couture. Le parole della moda.

Scrivere per la moda è una attività che personalmente trovo piacevole, quasi ludica. Alle mie spalle ci sono anni di ascolto e formazione direttamente negli uffici prodotto, dentro i meandri della creazione e dello sviluppo, nelle pieghe misteriose del merchandising di prodotto. Ci sono letture di volumi di estetica e storia della moda, così come di infinite pagine di riviste e giornali di settore. A scovare terminologia e stile, estetica della parola, effimero e meraviglioso piacere nel sentir soffiare significati che evocano emozioni, bellezza, femminilità, arte. Le parole come mezzo di conoscenza.

Creare testi che rispecchino tutto questo, magari in poche, pochissime parole, non è semplice. L’arte del copywriter è quella di saper parlare al cuore, creare messaggi empatici, diretti. Per la moda ed il lusso si tratta di far sognare, trasmettere emozione, far vivere per un momento il proprio interlocutore in un modo magico.

Le persone non dimenticano come gli altri le hanno fatte sentire. Bill Bernach

L’innamoramento per questo mondo non è stato subitaneo. E’ iniziato in sordina, lentamente, aggirando la mia crudezza di ragazza fino ad affascinare e carpire il mio cuore di donna. Con parole dolci, ricami arditi, forme sognanti. Ho avuto il piacere e la fortuna di vedere e di toccare capi di alta moda, più simili ad opere d’arte che abiti. E lo stupore e la meraviglia di tutto quel lavoro manuale ispira sempre più rispetto, grande ammirazione, fascino infinito.

parole maniche

Alla fascinazione estatica per quello che può essere definito un mondo di immagini e parole, si deve però affiancare una preparazione tecnica, rigorosa, faticosa, incredibilmente amplia. Termini, concetti, strategie, dettagli, lavaggi, trattamenti, tagli, forme. Parole che descrivono con precisione. Cosa differenzia una manica a palloncino da una a petalo? E un cargo pant da un harem? Ogni settore – sport, maschile, femminile – ha le sue caratteristiche. Senza tralasciare gli accessori e soprattutto le calzature, un altro mondo in cui perdersi con passione ed occhi incantanti. Servono parole, per descrivere ciò che risulta da un lunghissimo e spesso silenzioso percorso. Servono parole per raccontare l’impegno, l’ispirazione, il lavoro che si cela dietro ogni pezzo. E’ un lavoro di storytelling in miniatura, cesellato, creato con amore infinito.

parole maniche 2

Vorrei condividere infine questo video di Chanel perchè riesce a rendere limpido il messaggio rivoluzionario di una donna/business che è riuscita nel tempo a creare icone estetiche e linguistiche che hanno attraversato i decenni. E che tutti noi utilizziamo quotidianamente, senza neppure renderci conto di dove e come sono nati.

 

freelance

Le incertezze del freelance. Piccola storia -non solo- personale.

Le incertezze del freelance, ovvero come vivere indecisi e non sapere mai chi si è e cosa si deve fare.

Quando un essere umano decide di non voler più sottostare a regole imposte e programmi rigidi, di non voler più seguire progetti che non lo interessano e a cui non tiene, di non sopportare più il non sentirsi riconosciuto, apprezzato, sfruttato per il meglio che può dare e non perchè è un numero operativo, ecco allora decide di fare il grande salto.

A me è capitato tutto insieme: insoddisfazione, difficoltà, maternità, lontananza dal posto di lavoro. E la decisione di intraprendere una nuova professione – che era solo un hobby, un piccolo passatempo piacevole ed economicamente soddisfacente – entra nell’occhio di bue dello spettacolo e ne diventa protagonista.

freelance night work

Si fa presto a dire freelance.

Decidi di aprire una partita iva, fai conti per giorni e giorni per capire quanto devi guadagnare per guadagnare davvero escluse tasse e contributi, cerchi commercialista, parli parli parli e scopri mille clausole che non avevi considerato.
Ci dormi su ancora un pochino e poi ancora, ti svegli deciso. Sì, farò il freelance, è questo che desidero, è così che voglio vivere. E allora avanti con le scartoffie e gli uffici e la pazienza che mina la sicurezza.

Il primo cliente è lì, dietro l’angolo, si guadagna poco ma serve a fare da volano alle giornate, alla motivazione, alla piacevolezza di aprire il pc il mattino e dedicarsi al personal branding con passione e dedizione. Per far si che i vuoti diventino pieni, per sentire il cervello girare a ritmo intenso e piacevole. Essere utili non solo a se stessi. Fa bene alla pelle, lo sapevate? Toglie occhiaie e rughe, che nel frattempo crescono senza controllo.

E domani?

Domani è un altro giorno. Già. Ma un altro giorno senza sicurezze, prospettive, guadagni. Serve determinazione, costanza, pazienza. Disciplina mentale oltre che fisica per sedersi più o meno alla stessa ora, tutte le mattine, davanti al pc e cominciare la giornata professionale senza perdersi in elucubrazioni troppo scontate. Mail, contatti, social, rispondi prepara, concentrati e studia. Stila la tua strategia, ricordati di seguirla ed implementarla. Devi scrivere chi sei e non perdere il ritratto mentale, il tuo faro, la tua guida.

Essere freelance non è una passeggiata. Implica gestire incertezze come il tuo pane quotidiano, l’eleasticità diverrà il tuo mantra. L’affanno va ridotto – yoga a manetta! – ad un esame ed una autocritica (compagni, a me!) potente, tutti i giorni. Stai sbagliando? Hai verificato i testi? Hai scritto il post giusto? Posti all’orario corretto? Interessa ciò che scrivi? Hai verificato bene i testi (non è mai abbastanza)? Sono troppo lunghi, poco chiari? Hai lavorato di networking? Hai considerato una via alternativa per farti conoscere? Ci sono opportunità che non hai colto?

Vai e stai sereno, freelance. Il mondo è ai tuoi piedi. Serve impegno, ma ce la farai.

freelance girl

 

Cosa leggere nel 2018. I titoli indispensabili per i copywriter – e non solo.

Leggere. Di più, meglio, non solo al computer o a tempo perso, non solo blog di guru della comunicazione. Non solo di sera, già sotto il piumone, a sottolineare manuali e cercare di focalizzare concetti che il sonno cancellerà presto.

Dedicare più tempo alla lettura è un investimento per ogni copywriter. E’ formazione. E’ cultura, cibo per l’anima e per la mente. E’ ingrediente segreto per ogni creazione ed articolo a venire. La polverina magica di Trilli. Indispensabile per prendere il volo.

Ma cosa leggere?

Ho una piccola lista di grandi classici che ancora mancano alla mia libreria. Alcuni ci sono già fisicamente ma non sono ancora stati affrontati e li ho lì, sulla rampa di lancio verso la mia scrivania – o il mio comodino, più spesso. Ma qui vorrei fare un elenco di testi da leggere, utili a chi fa comunicazione e nello specifico a chi vuole prepararsi alla professione di copywriter o meglio web writer. Nelle mie ricerche ho trovato un sacco di titoli,  tutti interessanti. Gli argomenti sono soprattutto inerenti al mestiere di copywriter, content marketer, scrittura professionale, SEO,  comunicazione sui social e quindi su web.

Per dare un senso alla lista mi sono limitata a 10 punti, un numero medio che permette di essere ragionevole e di non scoraggiare chi desidera affrontare l’argomento. L’ordine non rispetta l’importanza dei testi, che ovviamente varierà a seconda di chi legge.

1. Il copywriter, mestiere d’arte di Emanuele Pirella

Cominciamo dal copywriting classico, da un classico della letteratura di comunicazione. Uno dei più grandi creativi italiani ci racconta tutti i suoi segreti e spiega le regole della comunicazione nella pubblicità. Appassionante, istruttivo, piacevole ed utile.

pirella letture

2. #Digital Copywriter di Diego Fontana

Dalla scrivania di Diego Fontana un libro utilissimo e piacevole sull’evoluzione del copywriting, con piccola prefazione storica e tanti suggerimenti e tool per adattare la propria scrittura alle necessità del web. Esempi e pratiche incluse.fontana letture

3. La parola immaginata di Annamaria Testa

Un grande classico da una grande maestra della comunicazione. Tutti gli aspetti teorici e pratici del mestiere del copywriter esposti con garbo, maestria, scrittura vivace ed appassionante. L’ho letto per la prima volta quasi 18 anni fa, oggi la nuova edizione è meravigliosamente aggiornata e riporta tutte le regole ed i meccanismi necessari per creare campagne efficaci.

testa letture

4. Guida all’uso delle parole di Tullio de Mauro.

Parlare e scrivere semplice per farsi capire. Per diventare copywriter serve padroneggiare la lingua italiana con attenzione e garbo. De Mauro spiega come farsi comprendere facilmente pur scrivendo di concetti difficili. Piacevole alla lettura, un classico ripubblicato da poco.

de mauro letture

 

5. Il mestiere di scrivere di Luisa Carrada.

Una grande professionista della scrittura ci regala una visione di insieme della professione oggi, degli strumenti disponibili, indicazioni e suggerimenti pratici da applicare facilmente. Nello stile semplice e colloquiale che contraddistingue il suo lavoro, Luisa Carrada fornisce uno strumento utilissimo e professionale. Non inserisco ma cito anche gli altri suoi titoli, in primis Guida di stile e Scrivere un’email.

carrada letture

6. Le nuove regole del marketing e delle PR di David Meerman Scott.

Un classico del business completamente aggiornato e rivisto. Strategie semplici, informazioni e tecniche pratiche con moltissimi esempi, dall’inbound marketing al content marketing, considerando l’uso dei social più aggiornati. Una guida pratica utile e funzionale. Facile anche da leggere.

 

scott letture

7. SEO Power. Strategie e strumenti per essere visibili sui motori di ricerca di Giorgio Taverniti.

Non si può scrivere oggi senza sapere cos’è la SEO e quali sono le sue regole. Giorgio Taverniti tratta il tema con puntualità ed approfondimento, affrontando tutti i principali argomenti del come attrarre link ed attenzione. Non manca un robusto approfondimento sui Video e YouTube con la descrizione di tecniche poco conosciute, la promozione delle Applicazioni mobile e un modo nuovo di vedere la SERP di Google tra Entità, Personalizzazione, Categorizzazione, Freschezza dei contenuti, Universal Search.

taverniti letture

 

8. Fai di te stesso un brand di Riccardo Scandellari.

Sembra fuori tema ma non lo è. Ritengo questo testo una pietra miliare per chi deve creare una identità online, personale o aziendale, per migliorare e conquistare visibilità. Qui Skande piega le potenzialità dei maggiori social network, come ottenere il massimo da essi e come sfruttarli per il proprio business. Personal branding e web reputation sono oggi fondamentali, come questo testo.

scandellari letture

 

9. In search of excellence di Tom Peters e Robert H. Waterman.

Da tempo bibbia dei manager, continua ad influenzare i pensieri e le strategie delle principali aziende. In questo libro sono state identificate le 8 caratteristiche dell’eccellenza, 8 principi manageriali esposti in altrettanti capitoli, nei quali si affrontano valori che da sempre segnano la differenza tra aziende vincenti e non. Un pilastro, in inglese purtroppo.

excellence letture

 

10. Nell’incertezza dell’ultimo titolo ve ne do molti.

E nello specifico segnalo i softsell, cioè quelle pubblicazioni non rilegate che sono però la bibbia dei comunicatori e quindi anche dei copywriter. Adweek, sia online per praticità che la versione cartacea. Per tenersi aggiornati e belli pimpanti sulle principali campagne e sulle tendenze della comunicazione. Prima Comunicazione, anche qui online o stampata, per le breaking news italiane del settore. ADCE, Art Directors Club Europe, con i prize annuali e le migliori campagne per categoria. MySocialWeb, di Riccardo Esposito, il mio guru preferito della comunicazione scritta online, cioè del web copywriting. 4writing, altro sito e blog estremamente interessante sulla scrittura online, così come Pennamontata, ormai pilastro del copywriting italiano. Chiudo con l’inglese Copyblogger, interessante, facile da leggere e soprattutto ricchissimo di spunti e suggerimenti.

Ora mi fermo altrimenti non finisco più. Ma ho il computer pieno di link, spesso senza il tempo di guardarli tutti. Mi sono dimenticata di Bruno Munari. Pazienza, ci scriverò qualcosa nel prossimo articolo.

Ora voglio sapere cosa vi piace di più, se la mia lista è apprezzata o vi pare monca, se c’è qualcosa da sostituire. Tutto è necessario, nulla è necessario.
Vi aspetto anche sulla pagina Facebook!

 

propositi 2018

I buoni propositi del copywriter.

Non mi sento certo originale, ma all’inizio del nuovo anno viene spontaneo parlare di buoni propositi. Stilare una lista delle cose da fare, quelle da non dimenticare, i progetti da realizzare senza indugio nè pigrizia. Per non lasciare al caso nè alla inventiva del momento, per pianificare con strategia e con chiarezza. Ma soprattutto per verificare se quello che sto facendo ha veramente ed onestamente un senso ed un ritorno, marketing parlando. Non sono solo progetti, ma approcci, liste di memo, appunti. Desiderata.

Ecco la mia personale lista di buoni propositi per il 2018.

  1. Leggere di più e leggere meglio. Non è facile ritagliarsi spazio e tempo per leggere. La sera è occupata dalla famiglia, il giorno dal lavoro – e pare sempre che leggere abbia a che fare col cazzeggio. Ma devo considerare invece la lettura come parte integrante della mia professione, sia che si tratti di manuali o libri tecnici che di letteratura pura. Insomma, preparerò la lista anche dei libri da leggere! Prossimo post? Lista dei testi immancabili nel 2018.                                                                                                                                                                                           propositi leggere
  2. Più social e meno fuffa. Allargare i miei social professionali dedicando loro meno tempo ma più qualità. Quindi piano editoriale e tools migliori per velocizzare e migliorare la comunicazione. Voglio espandere la mia presenza ma non il tempo che dedico alla preparazione ed adattamento dei contenuti e formati. Faccio da sola ma posso fare meglio.
  3. Creatività. Di più. E’ un impegno grande, prevede tempo, dedizione, risorse, ricerca. Ma prometto di preparare e pubblicare articoli migliori, più interessanti, più creativi. Lo faccio per me, per mio allenamento. Ma lo faccio anche per chi legge, perchè in fondo se stai leggendo è perchè ti sto dicendo qualcosa di utile ed interessante. Ed è questo il punto più importante.propositi creatività
  4. SEO. Approfondire con corsi e studi. Non basta essere preparati, bisogna essere aggiornati. Ho già un piccolo piano di attività formative da svolgere, spero di poterci dedicare del tempo utile. Serve a me, serve al mio lavoro, serve ad ottenere risultati migliori. E quindi a lavorare meglio. A breve una lista di appuntamenti ed occasioni da non perdere nel 2018.
  5. Prospezione. Quando lavoravo in azienda era la parola magica di ogni commerciale. Nel periodo tra una stagione e l’altra serviva fare prospezione, per gli esseri umani andare a conoscere nuovi clienti, andare a presentarsi, cercare collaborazioni. Ecco, vorrei poter allargare il mio raggio d’azione, mettermi in contatto con altre realtà, espandermi non tanto quantitativamente ma qualitativamente. Non è facile da farsi ma so che lo voglio e lo devo fare. Determinazione, come sempre, e pazienza. Primo passo visita a Pitti Immagine Uomo domani. Pronti? Via! propositi list
  6. Marketing. E’ facile fare marketing per gli altri. Guardare, analizzare, recepire, creare. Ma per se stessi? Urge piano di personal branding (aiuto Skande!) e di marketing personale. Devo mettermi in discussione, a nudo davanti a me stessa, con l’onestà di dichiarare i punti deboli e quelli di forza, per poter migliorare. Pare facile.

Non sono molti punti, anzi direi che sono pochi. Ma ognuno di questi implica impegno ed azione, tempo, dedizione e fatica. Speriamo che il 2018 possa essere astralmente clemente e mi permetta il tempo e la voglia di portare il tutto a termine. Per prima cosa ho realizzato la pagina Facebook di Anita Ponza, e questo è già un buon inizio. Cominciamo!

Ora però voglio sapere cosa ne pensate voi.

Quali sono i vostri buoni propositi, cosa sentite che vi manca nel 2018 e che vorreste tanto realizzare? Quale forza interiore serve trovare per portare a termine i propositi? Se mi scrivete, prometto risposta e soprattutto di darvi una mano, per quanto in mio potere. Buon anno nuovo!

propositi cit

no budget

No budget? Miniguida di attività a costo zero.

Quanti sono gli imprenditori che vorrebbero comunicare bene ma non hanno budget?

Non è la prima volta che incontro aziende od imprenditori che apprezzano la comunicazione e la mia offerta di servizi, ma non se li possono permettere. No budget è una parola comunissima, una situazione esistenziale, un input che ormai sono abituata a gestire. Piccole aziende, negozianti, artigiani avrebbero enormi vantaggi da un’utilizzo corretto della comunicazione ma spesso non vanno oltre alla verifica del preventivo.

Quando un imprenditore si rende conto di dover evolvere, di aver bisogno di comunicare, di entrare nel mondo digitale, di essere carente in contenuti di qualità che potrebbero aumentare il network e migliorare le performance di vendita, ma non si può permettere una consulenza adeguata, può tentare la strada dell’autonomia.
Ecco cinque attività semplici che possono essere svolte con un minimo di buona volontà, tempo ed abilità.

nobudget

Sono un freelance comprensivo. Forse troppo.

Il freelance – o almeno io lo sono – è costantemente sbilanciato tra l’essere pagato poco e il troppo poco. Al momento della stesura o peggio ancora della presentazione del preventivo mi sento sempre in colpa. Lo so, non sono la sola. Questa caratteristica ha un nome e Annamaria Testa l’aveva ben ispezionata in un articolo sul suo blog, l’ha chiamato la sindrome dell’impostore. Mi ci ritrovo completamente dentro, ma non ho ancora trovato la via d’uscita.

Dicevo, eccoci al momento della presentazione – o dell’invio – del preventivo e sua discussione.
Attimo di imbarazzo, parole difficili, risposte tentennanti. Un rifiuto è sempre un rifiuto, ma un freelance deve avere corazze rinforzate per poter sopravvivere. Sotto la corazza però c’è un cuore, che pulsa forte quando davanti a sè trova un imprenditore che davvero, davvero, apprezza. Davvero, capisce. E davvero non può permettersi di lavorare con te. Ok, ecco che la corazza si crepa e ne escono i consigli qui sotto, utili e semplici, spontanei.

Soprattutto gratuiti.

1. Ti servono contenuti

Molte attività sono stagionali, non si è sempre di corsa per 14 ore al giorno. Ci sono anche i momenti di calma piatta da affrontare. Occorre sfruttare il tempo libero per identificare i contenuti interessanti – per la tua attività o il tuo settore – da pubblicare sui social aziendali o sul sito o blog. Analizza il tuo pubblico, capisci chi è e cosa cerca, quali social utilizza. E da lì inizia a fare una lista – basta anche un pezzo di carta! – dei contenuti da sviluppare nel tempo. Se hai dei collaboratori, coinvolgili! Non c’è nulla di più apprezzato che essere parte di un processo. Porta ad un miglioramento delle relazioni, maggior affezione alla professione, comprensione ed empatia. Inoltre i tuoi collaboratori potrebbero aiutarti con idee e spunti!

Cosa devi cercare

no budget contentTutte cose facili: una immagine del tuo ultimo prodotto se produci beni o una buona galleria di immagini a zero budget da recuperare online che possa servirti ad illustrare i tuoi concetti. Magari anche una foto di te, del tuo spazio od ufficio, gruppo di lavoro, stabilimento, macchinari. Là fuori è pieno di gente curiosa, che non sa cosa fai. Cerca di spiegarglielo al meglio, con immagini semplici e chiare.

Cerca chi parla la tua lingua, chi lavora nello stesso settore, testate giornalistiche online, blog, forum. Indaga e cerca tutto ciò che ti può servire da spunto, creando una cartella di materiale a cui attingere o a cui fare riferimento.

Non dimenticare eventi e fiere cui partecipi, che visiti o cui vorresti partecipare. A volte è interessante anche scrivere in generale del tuo settore e degli aggiornamenti da seguire per restare al passo con le ultime novità, non serve parlare solo di te.

Se riuscirai a dedicare quotidianamente del tempo a questa attività ti troverai con contenuti pronti e qualificati nel giro di poche settimane. Chi si dedica a questo lavoro crea contenuti tutti i giorni, anche più al giorno. Sta a te trovare l’equilibrio che sta bene a te ed alle tue necessità.

2. Rendi partecipe il pubblico

Se hai già dei clienti acquisiti, coinvolgili! Sarà più facile avere interazione, commenti, feedback, creare attività di engagement. Invitali a rispondere ai tuoi post su Facebook, chiedi loro di mandarti le foto dei tuoi prodotti in casa loro, di darti commenti, testimonianze. Nella rete si parla di User Generated Content, quando sono i tuoi utenti a creare da sè contenuti validi al tuo brand. Ovviamente dipende dal tipo di prodotto che vendi, se si tratta di sciarpe chiedi loro di mandarti una foto con la tua sciarpa indossata e crea un concorso ‘look del mese’, con un piccolo premio. Anche in questo caso il budget sarà irrisorio.

3. Pubblica offerte sulla Pagina Facebook

no budget fbLa tua pagina Facebook può essere sfruttata in maniera molto estesa per ottenere visibilità e per spingere le tue vendite. E’ uno strumento ottimo per le attività locali, che potranno attirare nuovi consumatori in negozio o verso la piattaforma e-commerce. Tra le diverse possibilità che la tua pagina offre, c’è quella di creare un’offerta, uno sconto od una promozione. E’ estremamente semplice, basta cliccare sull’apposito tasto e seguire le indicazioni fornite direttamente dalla piattaforma.

4. Trova i tuoi influencer

Nel tuo network hai sicuramente alcune amicizie o conoscenze che ti possono aiutare, diventando influencer a tuo pro. Di cosa sto parlando? Di persone comuni che hanno acquisito autorevolezza e credibilità nella loro rete sociali, divenendo così in grado di influenzare i comportamenti di amici, parenti, conoscenti, follower.
Sta a te individuarli e coinvolgerli nella tua attività online, magari con proposte di collaborazione o scambio merci/servizi. Sempre zero budget.

5. Ascolta ed analizza

I principali social hanno gruppi di utenti che li frequentano perchè hanno gli stessi interessi o perchè appartengono a categorie professionali simili. E’ importante trovare i gruppi del tuo settore, entrarci ed ascoltare quello che lì accade. E’ fondamentale per avere il polso di ciò che sta accadendo, per cogliere per primo le tendenze, i linguaggi, i cambiamenti, i desideri.

Le community sono importanti per raccogliere ed analizzare informazioni utili all’attività aziendale, nonchè per costruire una rete di relazioni che può diventare preziosa in futuro.

Quindi, caro imprenditore a zero budget, c’è da lavorare!

Non è ironia gratuita, è solo per far capire che il mio preventivo – si, quello dell’inizio dell’articolo, che non sei riuscito a vidimare perchè lo ritenevi un investimento troppo oneroso – era calcolato sulla base di un lavoro complesso che va affrontato con metodo. Un professionista va remunerato correttamente, perchè ha investito sulla sua preparazione per poterti offrire strategie ed execution ottimali.
Ma se in questo momento non ti puoi permettere una collaborazione, prova a seguire questi 5 punti, vedrai che con un po’ di pazienza ed applicazione otterrai i tuoi piccoli risultati.

copywriting

Revisione dei testi. Utile e necessario!

Le grandi aziende come le pmi oggi utilizzano un sito come principale strumento di presenza e visibilità online. Come i cataloghi stagionali, i siti vanno tenuti vivi, aggiornati, rivisti a seconda delle nuove esperienze ed offerte, tenendo sotto controllo i valori immutabili di un brand ma le mutabilissime leggi dei mercati.

I testi possono non essere più efficaci come una volta.

Possono non esprimere più perfettamente il tuo pensiero o la vision aziendale. Possono suonare disallineati, vecchi, non rispecchiare più le esperienze attuali. In una parola, non parlano più di te nella maniera in cui lo faresti oggi, non usano il giusto tono di voce dando un’idea diversa di te o della tua azienda.

Probabilmente a questa fase di critica costruttiva si innesca il desiderio di porre rimedio. Un buon copywriter con competenze SEO può darti tutte le indicazioni, fornirti tecniche e strategie, o meglio ancora affrontare insieme a te un processo di revisione per rendere i testi adeguati e migliorare la posizione sulla serp dei motori di ricerca.

Come fare una revisione dei testi.

A differenza della correzione bozze che rivede refusi, ortografia e grammatica, la revisione interviene più a monte partendo dalla analisi della tua attività nella sua configurazione attuale. Saranno necessari interviste, questionari, incontri con i dipendenti se l’azienda è ben strutturata. Poi vanno considerati gli obiettivi aggiornati, la vision, l’offerta attuale, il core business.
I testi non verranno necessariamente stravolti, più spesso si procederà a modificarne ed aggiornarne la struttura, rendendoli più coerenti all’immagine aggiornata di te e della tua attività.
Senza dimenticare un corretto utilizzo delle parole per poter essere più facilmente trovati dagli utenti online.

In questa fase i testi dovranno esaltare i nuovi concetti, lasciando da parte ciò che è secondario. Tagliare se necessario tecnicismi ed inutili fronzoli – semmai ci fossero – per dare al corpo testuale una coerenza. Inoltre, sempre seguendo i principi della SEO, verranno identificati concetti chiave da rendere più evidenti, titoli, piccole frasi creative ed incisive che rendano più memorabile l’esperienza di navigazione sul sito nonché il tuo brand.

testi

Pronti? Via!

Ovviamente la fase finale non può che essere quella della sostituzione dei testi. Se la revisione è solo testuale, dovranno essere reintrodotti nella grafica iniziale. In caso tutto il sito sia stato aggiornato, è possibile mettere maggiormente in evidenza titoli e paragrafi per migliorare la presenza delle keyword.

Un copywriter oggi deve saper fare tutto questo con la mano del tecnico della parola e insieme dello specialista SEO, unendo creatività, flessibilità, capacità di analisi e di sintesi per dare vita ad un testo che non sia solo corretto ma anche piacevole e memorabile.