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Moda sostenibile e business. Qualcosa sta cambiando.

green fashion

La moda è tossica, quasi quanto il petrolio. Ma il trend sta cambiando.

La nuova stagione ed il rientro a pieno ritmo nei fitti calendari della moda sono stati accompagnati da una positiva cascata di notizie, tutte relative alla sostenibilità, ai nuovi materiali, all’interesse in generale per il lato green del business.  Certo c’è una attenzione mediatica e non solo su questi argomenti:  sempre più brand si orientano verso ideali etici venendo incontro ad una platea di consumatori sempri più ampia e sensibile. L’ethical fashion è un trend in piena crescita.

Primus inter pares Stella McCartney, da tempo paladina di una moda consapevole e no cruelty, che ha lanciato un modello vegano dell’iconica Stan Smith di Adidas. Realizzata senza utilizzare pellame e quindi adatta a scelte vegane e vegetariane. Trendissima dentro e fuori!

 

sostenibile adidas stella

Proprio nei prossimi giorni a Milano la Camera Nazionale della Moda Italiana organizzerà i Green Carpet Fashion Awards, una kermesse promossa di Livia Firth in cui verranno celebrati i traguardi raggiunti in materia di moda sostenibile. Una scelta importante ed una direzione fondamentale da parte del principale riferimento italiano per la moda. La premiazione avverà in piena settimana della moda, il 23 settembre al Teatro alla Scala.

 

gcfa sostenibile

 

Per restare in tema di premiazioni, anche la H&M Foundation, organizzazione no profit, ha lanciato la quarta edizione del Global Change Award, il concorso annuale dedicato alle innovazioni. Iniziata nel 2015, questa attività ha ricevuto oltre 8.000 candidature da 151 diversi paesi, affermandosi come la competizione di riferimento per il rinnovamento circolare, oltre ad aggiudicarsi la fama di “Premio Nobel della moda”. In palio finanziamenti e percorsi formativi per chi dimostrerà di avere idee innovative per una moda sostenibile.

“This year we keep an extra eye on digital innovations which can make significant impact on efficiency, planning and resource use – all the way from making raw material to a garment’s end of life. Digitalization has the potential to disrupt at the root, reinvent how things are done and help producers, sellers and customers to become circular” Erik Bang, Innovation Lead, H&M Foundation

alghe sostenibili

Addio alla plastica e alla pelle per gli accessori? Da oggi si può.

Sul fronte della ricerca scientifica ci sono diverse novità: l’innovazione arriva da un brand italiano che ha realizzato un prodotto totalmente vegetale, composto da cellulosa tessuta e spalmata che riproduce la resistenza del tessuto classico e l’aspetto dei migliori materiali in uso. Si chiamerà Nuo Leaf e sarà adatto a realizzare abbigliamento outdoor, borse, calzature e prodotti di design. L’assenza di parti animali e di sostanze da idrocarburi lo rendono completamente biodegradabile. Il debutto? A Mipel dal 16 al 19 settembre, con il brand Ood.

Bio-on, azienda del settore della bioplastica di alta qualità, ha presentato una nuova business unit  denominata “Fashion Development Material” specializzata nello sviluppo di nuovi materiali ad alta tecnologia destinati all’industria della moda e del lusso.

“La ricerca di materiali innovativi ed ecosostenibili, che rispettano l’ambiente e le persone, è ormai una priorità anche nel settore del lusso e della moda e oggi la creatività dei migliori designer si esprime anche attraverso la scelta di materiali naturali e biodegradabili” Marco Astorri, Presidente e CEO di Bio-on

Ridurre l’inquinamento provocato dalle fibre sintetiche è l’idea fondante. Bio-on, partendo dalla bioplastica PHAs, sta sviluppando soluzioni innovative per ridurre l’impatto ambientale.

 

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