Fashion e lusso

Servizi di copywriting per aziende di moda, lusso e design.

Oltre alle parole: strategia, empatia, storytelling per servizi di copywriting eccellente.

Indice

  1. L’essenza del copywriting nel mondo della moda
    1. Linguaggio e tone of voice
    2. Storytelling e narrazione di brand
    3. Descrizione dei prodotti
  2. Strategie SEO per il settore moda
    1. Keyword Research e Ottimizzazione
    2. Content Marketing e Blogging
    3. Ottimizzazione per E-commerce
  3. La creatività nel copywriting di lusso
    1. Unire arte e commercio
    2. Copywriting per Social Media
  4. Strategie e opportunità da cogliere attraverso le giuste parole

Nel cosmopolita universo della moda, del lusso e del design, le parole tessono una tela invisibile che connette il cuore del brand all’anima del suo pubblico. I servizi di copywriting non si limitano alla semplice stesura di testi accattivanti; sono invece l’incarnazione della strategia di marketing e di storytelling, gli artefici di un dialogo che va oltre il visibile. In questo contesto, il copywriting si trasforma in un viaggio narrativo, un percorso che esplora l’essenza di ogni brand, svelando la sua storia unica, la sua visione, il suo ethos.

Attraverso un linguaggio che vibra di eleganza e precisione, il copywriting nel settore moda, lusso e design non si limita a descrivere i prodotti: crea mondi, evoca emozioni, costruisce legami. Dall’artigianalità espressa in una descrizione meticolosa, alla capacità di narrare l’eredità e l’innovazione di un brand, ogni parola contribuisce a definire l’identità di un’azienda e a rafforzare la sua presenza in un mercato sempre più competitivo.

L’essenza del copywriting nel mondo della moda

Linguaggio e tone of voice

Il copywriting nel settore della moda richiede un’attenta cura della sintassi e della scelta del linguaggio, accompagnati da un utilizzo mirato del tone of voice. Questo deve essere un riflesso fedele dell’identità del brand, sia essa lussuosa e sofisticata, giovane e dinamica o più elegante ed esclusiva. Un buon copywriter sa modulare il suo stile per rispecchiare i valori e l’immagine del brand, creando un legame empatico con il pubblico. 

Storytelling e narrazione di brand

Lo storytelling di un brand nel mondo della moda è un vero tessuto di storie, esperienze e visioni. I servizi di copywriting trasformano questo contenuto in una narrazione coinvolgente, capace di catturare l’attenzione e sollevare l’interesse. Attraverso lo storytelling, si mettono in luce l’eredità, i valori, le ispirazioni e le aspirazioni di un brand, offrendo al pubblico una finestra sulla sua stessa anima. Il risultato è una riconoscibilità potenziata,  ma anche un senso di appartenenza e fedeltà più forti.

Descrizione dei prodotti

La descrizione dei prodotti nel settore moda è un esercizio di precisione e creatività. Il copywriter descrive materiali, texture e design per trasmettere un’emozione quasi tattile, sensoriale, per essere percepito attraverso le parole come fosse reale. Per riuscirci necessita di una conoscenza approfondita di questo mondo, dei materiali, dei trattamenti e una speciale abilità a trasmettere l’unicità di ogni pezzo attraverso le parole. Le descrizioni diventano essere evocative ma dettagliate, suggerendo al contempo una chiara comprensione del valore e della funzionalità del prodotto.

Strategie SEO per il settore moda

Keyword Research e Ottimizzazione

In un mercato digitale sempre più affollato, la ricerca e l’ottimizzazione delle keyword sono essenziali per garantire che i contenuti di un brand di moda vengano scoperti dal pubblico giusto. Chi offre servizi di copywriting competenti inizia con un’analisi approfondita delle parole chiave, identificando termini specifici che risuonano con il target di mercato del brand. L’integrazione organica di queste keyword nei testi, da quelli del sito web a quelli dei post sui social media, aiuta a migliorare il ranking nei motori di ricerca, aumentando la visibilità online del brand. Tuttavia, la sfida sta nel bilanciare l’uso delle keyword con un linguaggio che rimanga naturale e fedele allo stile del brand.

Content Marketing e Blogging

Nel settore della moda, il content marketing e il blogging sono strumenti potenti per creare un legame duraturo con i clienti. I servizi di copywriting di qualità sfruttano questi canali per narrare storie coinvolgenti, fornire informazioni di valore e mostrare gli aspetti unici del brand. I blog possono essere utilizzati per approfondire temi come la sostenibilità, l’artigianato, le tendenze di moda e altro ancora, contribuendo non solo a migliorare il posizionamento SEO, ma anche a stabilire il brand come una voce autorevole nel settore.

Ottimizzazione per E-commerce

Per i siti di e-commerce nel settore moda, l’ottimizzazione SEO va oltre la semplice ricerca di keyword. Comprende la creazione di descrizioni di prodotto che non solo catturano l’essenza del capo, ma sono anche strategicamente formulate per includere parole chiave pertinenti. Questo migliora la visibilità dei prodotti nei risultati di ricerca, guidando più traffico al sito. Inoltre, un buon copywriting supporta l’utente nel percorso di acquisto, con call-to-action chiare e persuasive che guidano alla conversione.

La creatività nel copywriting di lusso

Unire arte e commercio

Il copywriting di lusso si colloca all’intersezione tra arte e commercio, un equilibrio delicato che richiede sia una visione creativa che una comprensione strategica del mercato. In questo ambito, le parole sono scelte non solo per la loro capacità di vendere, ma anche per la loro abilità di trasmettere un senso di esclusività e prestigio. Il copywriter deve essere un artigiano delle parole, sapientemente abile nel creare testi che evocano la qualità superiore e l’unicità dei prodotti, senza sacrificare gli obiettivi di vendita. Questo processo creativo trasforma la descrizione di un prodotto in un’opera d’arte verbale che cattura l’essenza del lusso. 

Copywriting per Social Media

Nel mondo del lusso, i social media sono una vetrina virtuale dove il copywriting deve essere al contenmpo affascinante ed efficace. Ogni piattaforma richiede un approccio unico, che sia l’eleganza funzionale e sobria su LinkedIn, la creatività visiva su Instagram o la brevità incisiva su X. Qui, il copywriting deve essere agile, adattandosi ai vari formati e alle esigenze del pubblico, mantenendo sempre un tono che rifletta l’eleganza e la raffinatezza del brand. Questo include l’uso di hashtag strategici, call-to-action coinvolgenti e la capacità di partecipare a conversazioni culturali rilevanti, mantenendo sempre esclusivo lo standard del brand.

Strategie e opportunità da cogliere attraverso le giuste parole

In quest’epoca digitale, dove la moda, il lusso e il design si intrecciano in un dialogo continuo con il loro pubblico, i servizii di copywriting emergono come una componente cruciale nella strategia di comunicazione di un brand. Non si tratta solo di scrivere testi; è un’arte che richiede empatia, strategia e uno storytelling coinvolgente, che va oltre la semplice presentazione di un prodotto. Quindi non possono essere considerati una mera necessità piuttosto un’opportunità per raccontare storie che incantano, informano e ispirano. È un viaggio nel cuore del brand, un invito a esplorare mondi unici e straordinari. Per approfondire l’argomento o per scoprire come i miei servizi di copywriting possono trasformare il tuo brand, contattatami. Ti aiuterà a tessere una storia unica, con i tuoi colori e il fascino intatto del tuo prodotto.

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Come progettare le schede tecniche di prodotto per l’e-commerce moda

La funzione delle schede tecniche di prodotto nel mondo della moda online

Nel mondo competitivo dell’e-commerce di moda, le schede tecniche di prodotto sono la chiave di volta per vendere facilmente e migliorare il rapporto con il cliente.

Da ricerche di settore, solo il 2,42% delle visite a siti e-commerce si traduce in acquisto portato a termine. In molti casi il problema di conversione deriva da schede tecniche di prodotto progettate in modo impreciso, mancanti di informazioni, poco accattivanti.

La funzionalità delle schede tecniche trascende quindi dalla mera raccolta di dati, trasformandosi – quando intessute con maestria – in un elegante trama narrativa che riflette l’essenza stessa del brand, andando ben oltre il semplice compito di persuadere l’utente della bontà dell’offerta.

Non esiste una formula magistrale, un algoritmo perfetto per la creazione di schede prodotto impeccabili; tuttavia, esistono elementi imprescindibili, tessere fondamentali nel tessuto del racconto di marca. Questi componenti, combinati con un tocco di unicità e creatività, possono trasformare una semplice scheda prodotto in un vero e proprio manifesto del tuo marchio, un inno alla sua identità e al suo stile inconfondibile.

Un ruolo chiave per la customer experience

In termini di customer experience, le schede tecniche di prodotto non sono solo strumenti informativi, ma anche elementi narrativi che contribuiscono a costruire il brand e l’identità di un prodotto.

Sono punti di contatto emotivo con il cliente, ponti che compensano la mancanza di interazione fisica. È essenziale che ogni scheda tecnica di prodotto sia progettata per toccare la sfera emotiva del consumatore, che, come indicato dalle neuro-scienze, gioca un ruolo cruciale nella presa di decisioni.

Una scheda tecnica di prodotto ottimizzata SEO non solo migliora la visibilità del prodotto sui motori di ricerca, ma arricchisce anche l’esperienza del cliente con contenuti interessanti e pertinenti. La chiarezza, l’accuratezza e la capacità di evocare un’immagine vivida del prodotto nella mente del cliente sono componenti chiave per aumentare l’engagement e ridurre il tasso di reso dei prodotti.

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L’impatto delle schede tecniche di prodotto sull’acquisto online

Oltre il 40% delle persone effettua ricerche online prima di un acquisto; da questo dato è chiaro quanto una scheda tecnica di prodotto ben ottimizzata possa rappresentare una significativa opportunità per convertire i visitatori in acquirenti.

In un e-commerce, le schede tecniche di prodotto devono fungere da efficace strumento di marketing digitale. Dettagli come la provenienza dei materiali, le istruzioni di cura, le misure e le opzioni di styling, tutti integrati con la keyword rilevante, possono influenzare significativamente la decisione d’acquisto. Inoltre, una buona scheda tecnica contribuisce a ridurre il divario percettivo causato dall’assenza fisica del prodotto, aumentando la soddisfazione del cliente e, di conseguenza, la lealtà al brand.

Elementi fondamentali per una scheda prodotto efficace

Come abbiamo detto, non esiste una struttura unica e riconosciuta che sia funzionale a tutte le schede degli e-commerce. Ogni brand deve trovare il proprio equilibrio seguendo le cifre stilistiche e il settore di riferimento. Tuttavia vi sono elementi che imprescindibili, che non solo informano, ma anche educano e coinvolgono l’utente. Non possono mancare:

  • Nome e descrizione del prodotto: Una descrizione vivida e coinvolgente, che va oltre la semplice elencazione delle caratteristiche tecniche, per evocare nel cliente l’immagine di come il prodotto potrebbe arricchire la sua quotidianità.
  • Prezzo e opzioni di personalizzazione: Chiare informazioni sul prezzo e la possibilità per l’utente di selezionare varianti del prodotto, come colori o dimensioni.
  • Materiale e cura del prodotto: Informazioni dettagliate sul materiale del prodotto e suggerimenti per la sua cura e manutenzione.
  • Tempi e costi di spedizione: Informazioni chiare sui tempi di consegna e sui costi di spedizione, per gestire le aspettative del cliente.
  • Garanzie e politiche di reso: Dettagli sulle politiche di garanzia e restituzione, che possono aumentare la fiducia dell’utente nel processo d’acquisto.
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Scrivere le schede tecniche con precisione

Nel redigere schede tecniche prodotto, la ricchezza e la completezza non sono semplici ornamenti, ma fondamenta su cui costruire la percezione di affidabilità e trasparenza del tuo brand. Questo approccio non soltanto migliora la stima del cliente nei tuoi confronti, ma apre anche le porte a un’autonomia decisionale nell’acquisto, un valore inestimabile nell’era del commercio digitale.

Tuttavia, è essenziale ricordare che il cuore pulsante di un brand che aspira a un’imprescindibile presenza online è un customer care impeccabile. Questo elemento non deve mai essere considerato un accessorio, ma un pilastro centrale della tua strategia, una luce guida che illumina ogni passo della tua esperienza cliente.

Storytelling e benefici del prodotto

Le fondamenta di una descrizione prodotto sono incastonate nelle sue specifiche tecniche e fisiche. Qui vanno inserite le dimensioni, il fitting, la palette colori, i dettagli costruttivi. Poi, attraverso lo storytelling, creiamo una narrazione di prodotto in grado di dipingere un universo estetico, suggerendo come il prodotto possa migliorare l’esperienza di vita quotidiana o decisamente modificarla. È importante:

  • descrivere come il prodotto si integri con la vita quotidiana: ad esempio suggerendo situazioni di utilizzo o ambientazioni in cui il cliente, indossandolo, possa sentirsi più a suo agio, affascinante, elegante, confident;
  • suggerire styling o modi di utilizzo: si può ottenere dando consigli su come abbinare o indossare il capo, con idee che il cliente potrebbe non avere considerato;
  • creare una connessione emotiva: attraverso un linguaggio che tocchi le corde emotive dell’utente, possiamo creare una connessione e stimolando la decisione d’acquisto.
  • fornire indicazioni su come prendersi cura dei capi: è importante fornire indicazioni su come lavare, asciugare o conservare al meglio i prodotti, sia per rassicurare il consumatore sia per guidarlo verso una corretta gestione del proprio guardaroba;
  • fornire una corretta guida alle taglie: non tutte le aziende sono coerenti con la misurazione delle taglie, meglio quindi inserire nella scheda tecnica una griglia taglie puntuale, con misurazioni utili alla corretta identificazione della taglia.
  • raccontare il perché: un dettaglio utile, che può fare la differenza, è raccontare il perché quello specifico articolo può essere utile. Un esempio di brand che lavora molto bene sulla motivazione è Falconeri.
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Curare gli aspetti legati all’UX Writing

Possiamo utilizzare le funzionalità dell’UX Writing per trasformare la navigazione del tuo e-commerce in un viaggio intuitivo ed efficace. Affina ogni elemento in cui la strategia di contenuto incontra il design web, creando schede prodotto che siano non solo un piacere per gli occhi, ma anche semplici da esplorare.

Suddividi il testo in paragrafi brevi ed esaustivi

Nel mondo digitale, l’utente è un esploratore che scansiona rapidamente il territorio della pagina web, cercando segnali – parole chiave e concetti chiave – per orientarsi. Struttura i tuoi contenuti in paragrafi brevi e pregnanti, trasformando i tuoi testi in un tessuto di parole leggere, invitanti e facili da navigare.

Scegli un font accattivante e piacevole alla vista

Nella creazione delle schede prodotto, ricorda che “l’occhio vuole la sua parte”: la dimensione e lo stile del font giocano un ruolo cruciale nell’esperienza di lettura. Un font troppo minuto o intricato può disorientare l’utente, spingendolo a distogliere lo sguardo dalla tua pagina. E non dimenticare la necessità di adattare il contenuto per i dispositivi mobili, assicurando una fruizione fluida e gradevole anche in movimento.

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Utilizza un linguaggio diretto e immediato, senza fronzoli

Le tue schede prodotto dovrebbero essere un mix di parole semplici e dirette. L’utente si deve sentire naturalmente attratto dal prodotto che stai presentando, senza ombra di incertezza. Per ottenere questo risultato i contenuti devono essere:

  • immediati: consentendo ai visitatori di cogliere al volo l’essenza della tua offerta;
  • accattivanti: catturando l’attenzione degli utenti e rendendo la loro esperienza sul tuo e-commerce un viaggio piacevole;
  • rassicuranti: trasmettendo fiducia e trasparenza e mostrando la disponibilità del brand a interagire con richieste e suggerimenti dei clienti;
  • persuasivi: guidando i visitatori a concludere con entusiasmo e convinzione il loro percorso d’acquisto.

Sfrutta il potere delle immagini

Le immagini sono il biglietto da visita della tua offerta, catturando l’attenzione e la curiosità dei visitatori, fornendo una prima imprescindibile visione dei tuoi prodotti. E’ imprescindibile che siano di buona qualità, realistiche e con un tocco affascinante, per ritrarre i prodotti nella loro verità più attraente. Se possibile, un video che sveli come si muove il tessuto, come si indossa un abito complesso, il fitting di un pantalone può essere la chiave vincente di una scheda ben fatta.

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Ottimizzazione SEO e visibilità online

Infine, per assicurarsi che le schede tecniche siano facilmente rintracciabili dai potenziali clienti, è fondamentale:

  • incorporare parole chiave strategiche: all’interno del testo è bene inserire le keyword pertinenti per ciascun prodotto, integrate in modo naturale per migliorare il ranking sui motori di ricerca;
  • sfruttare il contenuto multimediale: immagini e video di alta qualità possono essere ottimizzati per la SEO e migliorare l’engagement dell’utente;
  • linkare a contenuti aggiuntivi: collegare le schede tecniche a blog o altri contenuti del sito aggiunge informazioni e dimostra approfondimenti, ampliando così l’esperienza informativa del cliente.

Come ottimizzare le schede tecniche di prodotto

Abbiamo già visto come una scheda prodotto ottimizzata ed efficace è un grandissimo punto di forza per un sito e-commerce. Ecco cosa non deve mancare nella nostra scheda per ottenere un corretto posizionamento:

In primis la scheda prodotto e-commerce, perché sia efficace, deve presentare:

  1. un titolo contente la parola chiave;
  2. una descrizione di minimo 150 parole, tra cui la keyword principale e delle keyword correlate o secondarie;
  3. il Tag Title, il titolo che legge il motore di ricerca e che compare nella SERP. Anche questo elemento deve contenere la keyword principale, avere una lunghezza compresa tra i 60/70 caratteri ed essere diverso per ogni scheda prodotto;
  4. la Meta Description, che rappresenta la leva di marketing utile a spingere l’utente all’azione. Deve essere persuasiva e accattivante e può essere arricchita da eventuali promozioni o sconti in corso;
  5. immagini ottimizzate dal punto di vista SEO: devono includere nell’attributo Alt Text sia il nome prodotto che eventuali parole chiave secondarie e devono essere rinominate utilizzando il nome del prodotto. Altra accortezza, le foto devono avere dimensioni ridotte, senza perdere in qualità. Devono mostrare il prodotto da più angolazioni, con una prospettiva differente e con alcuni dettagli in evidenza;
  6. video: aiutano l’utente nella valutazione del prodotto e l’e-commerce a distinguersi dai vari competitors e farsi ricordare.
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L’importanza delle call to action nelle schede prodotto

Un aspetto cruciale nelle schede prodotto dell’e-commerce di moda è l’implementazione di pulsanti call-to-action efficaci. Questi elementi sono il fulcro che trasforma un semplice visitatore, incuriosito dalla vetrina digitale del prodotto, in un cliente che compie l’azione finale di acquisto.

I pulsanti call-to-action devono essere concepiti con una semplicità intuitiva e una chiarezza impareggiabile, guidando l’utente verso il completamento dell’ordine in maniera fluida e naturale.

La filosofia che sta dietro a queste call to action è semplice ma incisiva: senza un click, non si attiva alcuna azione e senza azione, non si concretizza l’acquisto. È essenziale, dunque, che queste call to action siano in perfetta armonia con le aspettative dell’utente, proponendo azioni chiare come ‘acquista’, ‘ordina’, o ‘registrati’.

L’estetica che conta

La loro efficacia è amplificata dall’uso di colori che catturano l’attenzione, pur mantenendo un equilibrio che evita di apparire invadenti. Collocati strategicamente all’interno della scheda prodotto, questi pulsanti diventano un ponte invisibile ma decisivo tra l’interesse del cliente e l’azione di acquisto.

In conclusione, le schede tecniche dei prodotti di moda per l’e-commerce non sono semplicemente un insieme di parole e immagini; esse sono il riflesso dell’anima del tuo brand, una danza di parole, colori e forme che invitano il cliente in un mondo dove ogni dettaglio è un passo verso la fiducia, l’ammirazione e l’acquisto.

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Vendere su Amazon: la guida completa per gli e-commerce

Vendere su Amazon può essere una sfida intrigante.

Nel vasto panorama dell’e-commerce, dove le opportunità di successo sono affascinanti quanto complesse, emerge una piattaforma che brilla come un diamante nel mercato digitale: Amazon. Immagina un mondo dove milioni di potenziali acquirenti si riuniscono ogni giorno, affamati di nuovi prodotti, di tendenze e di storie. Questo mondo è Amazon, un universo digitale che ha trasformato definitivamente il modo in cui facciamo shopping.

Ma come fare per entrare in questo affollato mercato digitale mantenendo la propria identità e distinguendosi tra i milioni di prodotti proposti? Questa è la sfida cui cerchiamo di risponderti con questa guida, un’analisi per quanto possibile completa di opportunità e difficoltà da affrontare.
In un contesto in cui la competizione è feroce, è necessario avere:

  • un prodotto dalle caratteristiche eccellenti
  • una strategia ben definita
  • una comprensione approfondita del mondo di Amazon
  • un approccio che sia allo stesso tempo accattivante e strategico

Soprattutto, devi avere la passione per ciò che vendi, che sia moda, design o qualsiasi altro tipo di prodotto.

Vendere su Amazon è molto più di un semplice atto di commercio. È un’arte che richiede creatività, abilità strategiche e un impegno costante per eccellere. Proviamo qui a farti immergere in un universo dai contorni infiniti, esplorando il modo migliore per trasformare un’idea in un una redditizia attività di e-commerce. Ci vuole indubbiamente impegno, ma le ricompense sono immense. 

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L’ecosistema di Amazon

Il Ruolo Centrale di Amazon nell’e-commerce

Amazon è il fulcro dell’e-commerce globale, un gigante che ha ridefinito il modo in cui i consumatori acquistano prodotti in tutto il mondo. Fondato da Jeff Bezos nel 1994 come un modesto negozio online di libri, Amazon si è trasformato in un ecosistema completo di vendita al dettaglio, con un assortimento di prodotti che spazia dalla moda all’elettronica, dai prodotti per la casa alla bellezza.

Differenze tra il Marketplace e l’Amazon Store

Amazon offre due principali opportunità per i venditori: il Marketplace e l’Amazon Store. Nel Marketplace, i venditori possono listare i loro prodotti direttamente sulla piattaforma Amazon e beneficiare della vasta base di clienti. D’altro canto, l’Amazon Store consente ai venditori di creare un’esperienza di shopping personalizzata, simile a un sito web autonomo, che riflette il proprio marchio e offre un controllo più completo sull’esperienza dell’acquirente. La scelta tra queste opzioni dipenderà dalla tua strategia e dagli obiettivi di brand.

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I vantaggi di vendere su Amazon

Ampia Base di Clienti e Visibilità Globale

Uno dei vantaggi più straordinari di vendere su Amazon è l’accesso a una base di clienti enorme e diversificata. Milioni di acquirenti visitano Amazon ogni giorno alla ricerca di prodotti di ogni genere. Questa visibilità globale offre un potenziale di vendita senza precedenti, che può fare la differenza per i venditori di moda e lifestyle che desiderano raggiungere un pubblico ampio e internazionale. Ovviamente dovremo lavorare su un preciso target di riferimento, e creare dei contenuti che siano facilmente ‘trovabili’ dai nostri potenziali consumatori.

Facilità di Gestione Logistica tramite Fulfillment by Amazon

Amazon offre un servizio di logistica eccezionale chiamato Fulfillment by Amazon (FBA), che semplifica notevolmente la gestione degli ordini, la spedizione e il servizio clienti. I venditori possono inviare i loro prodotti a magazzini Amazon, e l’azienda si occupa della spedizione, dell’imballaggio e del servizio clienti. Questo non solo semplifica la gestione delle operazioni quotidiane ma anche aumenta la fiducia degli acquirenti, poiché FBA garantisce spedizioni rapide e affidabili. 

amazon fulfillment

Preparare il terreno per il successo: la strategia per vendere su Amazon

Identificare i prodotti di moda e lifestyle da vendere su Amazon

Prima di entrare in profondità nella vendita su Amazon, è fondamentale identificare i prodotti che sono adatti a questo mercato. Considera la domanda, la concorrenza e il potenziale di profitto. Prodotti unici, di buona qualità e che rispondano a esigenze specifiche possono avere un notevole impulso nelle vendite tramite Amazon.  Soprattutto nella moda, è importante valutare la stagionalità e la disponibilità dei prodotti coerenti con il periodo dell’anno, per evitare di ‘uscire’ dall’interesse dei consumatori.

La ricerca delle parole chiave per una presenza competitiva

La parte cruciale della strategia di prodotto su Amazon è la ricerca delle parole chiave. Investi tempo nell’identificare le parole chiave pertinenti per i tuoi prodotti, in particolare quelle utilizzate dai potenziali acquirenti durante la ricerca. Utilizza strumenti di ricerca per trovare termini rilevanti e incorporali nei titoli, nelle descrizioni e nelle schede prodotto per migliorare la visibilità e la posizione nei risultati di ricerca. Senza queste, il rischio è di rimanere ‘invisibili’, immersi in un oceano di prodotti da cui è impossibile emergere.

Ottimizzazione delle pagine dei prodotti: creare titoli e descrizioni accattivanti e informativi

Il copywriter si occupa anche di questo: creare titoli e descrizioni per ciascun prodotto che risultino accattivanti, pertinenti e interessanti. Ovviamente dovremo utilizzare le parole chiave principali e comunicare immediatamente il valore del prodotto per riuscire a vendere su Amazon con risultati soddisfacenti. Dovremo utilizzare un tono di voce informativo, una scrittura chiara e leggibile da tutti, rispondendo alle principali domande del cliente e mettendo in evidenza i vantaggi competitivi del prodotto. Per i prodotti di moda, è essenziale includere dettagli sulla taglia, il materiale e le istruzioni di lavaggio e cura.

L’importanza delle immagini di alta qualità per prodotti di moda

Le immagini dei prodotti sono il primo impatto visivo con i potenziali acquirenti. Per i prodotti di moda e lifestyle, le immagini devono essere di alta qualità, mostrare il prodotto da diverse angolazioni e possibilmente indossato.
Investi nella fotografia professionale per catturare la bellezza e i dettagli dei tuoi prodotti. Le immagini di alta qualità aumentano la fiducia dei clienti e possono portare a una maggiore conversione.

Un piccolo video potrebbe mostrare non solo i dettagli ma anche il fit dei capi una volta indossati, la morbidezza e la fluidità del tessuto, un’ipotesi di abbinamento con accessori coordinati. Tutto questo invita all’acquisto, avvicinando sempre più il vostro impegno al successo finale.

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La tua operazione di vendita su Amazon: gestione dell’inventario

Pianificazione degli stock e gestione dei rifornimenti

La gestione dell’inventario è una parte fondamentale del successo su Amazon. Pianificare con attenzione gli stock è essenziale per evitare situazioni di esaurimento o sovrastoccaggio. Per i prodotti di moda, è importante considerare le stagioni e le tendenze. Monitora costantemente le scorte e pianifica rifornimenti in anticipo per evitare interruzioni nella disponibilità dei tuoi prodotti.

Considerazioni sull’Inventario stagionale per la moda

Nel settore della moda, la stagionalità gioca un ruolo cruciale. Pensa a come adattare il tuo inventario alle diverse stagioni e alle festività. Ad esempio, preparati per offrire abbigliamento estivo già alla fine dell’inverno, sfruttando le occasioni primaverili e le occasioni festie per proporre look da utilizzare nelle prime gite di stagione. Una buona pianificazione anticipa le domande dei clienti: prova ad utilizzare le stesse strategie di consegna che hai con il mondo retail. 

inventario

Strategie di prezzo e promozione

Utilizzo di offerte speciali e promozioni per stimolare le vendite su Amazon

Amazon offre varie opzioni per promuovere i tuoi prodotti. Puoi utilizzare offerte speciali, sconti temporanei o promozioni per attirare l’attenzione degli acquirenti. Le promozioni flash possono essere particolarmente efficaci nel generare un senso di urgenza tra i clienti. Tuttavia, pianifica attentamente queste offerte per evitare di danneggiare la tua redditività a lungo termine.

Monitorare la concorrenza per tariffe competitive

La concorrenza su Amazon è intensa. È importante monitorare costantemente i prezzi e le offerte dei tuoi benchmark. Utilizza strumenti di tracciamento dei prezzi per rimanere competitivo senza compromettere il tuo margine di profitto. Mantieni l’attenzione sui feedback dei clienti per adattare la tua strategia di pricing e migliorare continuamente l’esperienza del cliente.

Fidelizzare i clienti

Un eccellente servizio clienti: vendere su Amazon è anche rispondere prontamente alle domande e risolvere i problemi

Un servizio clienti di alta qualità è fondamentale per la fidelizzazione. Struttura un Servizio Clienti che risponda prontamente alle domande e alle preoccupazioni dei clienti e sii sempre disponibile per aiutarli. Una risoluzione rapida ed efficace dimostra attenzione e impegno nel migliorare la shopping experience. Ovviamente, cortesia e professionalità sono fondamentali. Se non hai a disposizione personale che possa aiutarti, mantieni come impegno giornaliero il controllo e la risposta ai diversi messaggi. Una relazione onesta e chiara con i prospect – potenziali clienti – è l’arma vincente in un mondo fatto di bot e risposte automatiche.

La gestione delle recensioni e del feedback degli acquirenti

Le recensioni dei clienti hanno un impatto significativo sulla tua reputazione su Amazon. Nella tua strategia devi prevedere un metodo per incentivare i tuoi consumatori a lasciare recensioni genuine, rispondendo a tutti i messaggi, positivi o negativi che siano. I feedback servono a creare una relazione solida e duratura, ma anche a migliorare i tuoi prodotti o servizi per andare incontro a nuove esigenze.

Espansione e diversificazione: esplorare nuove categorie di prodotti per ampliare l’offerta

Per espandere il tuo business su Amazon, considera l’opportunità di aggiungere nuove categorie di prodotti al tuo inventario. Ad esempio, se ti sei specializzato in pantaloni, potresti esplorare l’aggiunta di capospalla o maglie. O di accessori per completare i look proposti. La diversificazione ti aiuta a raggiungere un pubblico più ampio, espandendo il tuo business e creando un vortice di ‘positive vibes’ intorno al tuo brand.

Sei pronto? Ora tocca a te

Ora è il momento di mettere in pratica ciò che hai imparato. Vendere su Amazon è un percorso di implementazione continuo, e per raggiungere il successo richiede impegno e adattabilità. Sii aperto a sperimentare nuove strategie, a monitorare i risultati e a migliorare costantemente. La comunità di esperti e venditori su Amazon può aiutarti a rispondere ai tuoi quesiti, ma meglio ancora è affidarsi all’aiuto di professionisti in grado di guidarti in ogni fase del tuo nuovo business.

Concludo questa guida sperando che tu abbia acquisito le competenze necessarie per eccellere nella vendita su Amazon, sia che tu offra prodotti di moda, design, lusso o qualsiasi altro settore. Rendi il tuo viaggio su Amazon un successo duraturo e gratificante.

Blog di moda

I blog di moda più seguiti? Ecco i top 7 dello stile.

Benvenuti nel mondo affascinante dei blog di moda, dove l’arte dell’abbigliamento e lo stile incontrano l’innovazione digitale e l’influenza online. In questo articolo esploreremo i 7 blog di moda più seguiti a livello internazionale, che si sono guadagnati la fiducia di un vasto pubblico di esperti con un lavoro certosino sviluppato con dedizione e visione critica della moda. Uno sguardo privilegiato sullo stile e una fonte inesauribile di trend, non solo per il tuo guardaroba ma per attingere a piene mani alla cultura contemporanea rielaborata, rivista e trasmessa dal mondo fashion.

I blog di moda di riferimento

Autorevoli, dirompenti, a volte disruptive: i blog di moda più seguiti sono voci influenti nel settore, al punto da catalizzare l’attenzione degli stessi stilisti. Seguirli è un modo per restare sempre aggiornati sui trend emergenti, ma anche sulle novità esclusive e sui gossip più succosi.

  1. The Blonde Salad
  2. Leonie Hanne
  3. The Sartorialist
  4. The Coveteur
  5. Into The Gloss

1.    The Blonde Salad 

Il blog di moda The Blonde Salad, fondato da Chiara Ferragni, è uno dei punti di riferimento per gli appassionati di moda in tutto il mondo. Chiara – grazie al suo stile personale unico – condivide consigli di stile, outfit del giorno e approfondimenti su eventi di moda di livello internazionale. Con oltre 17 milioni di follower su Instagram, The Blonde Salad è un must ormai ben conosciuto per chiunque voglia rimanere al passo con le ultime tendenze.

2.    Leonie Hanne

Chi segue Leonie Hanne ama lo chic parigino con il tocco tedesco contemporaneo. Bella e stilosa, è seguita da più di 2 milioni di follower su Instagram, e il suo blog https://leoniehanne.com/ è aggiornato con i prodotti più trendy e i suggerimenti di quando, come e dove indossarli. Il suo segreto è un mix sapiente di generi, per look mozzafiato che attirano gli sguardi ammirati sia degli amanti dello charme “à la française” che dello stile urban contemporaneo teutonico.

3.    The Sartorialist

Scott Schuman, fotografo di moda e fondatore di The Sartorialist, ha cominciato a fotografare la gente di New York perché sfoggiava look interessanti ed esprimeva un certo stile. Attraverso i suoi scatti street style, Schuman cattura oggi momenti autentici di moda nelle strade di tutto il mondo.

The Sartorialist offre una prospettiva unica e ispiratrice su come la moda si manifesta nella vita quotidiana delle persone. Ogni immagine racconta una storia e ti invita a esplorare la diversità degli stili e delle culture che si incontrano per creare un mosaico di espressione individuale.

4.    The Coveteur 

The Coveteur è un blog di moda che offre un’intima prospettiva degli armadi di celebrità, stilisti e influencer. Attraverso fotografie bellissime e interviste esclusive, The Coveteur ti porta dentro i guardaroba più glamour del mondo. Un occhio limpido e un’estetica essenziale che scovano manie, tesori, dettagli nascosti da scoprire un articolo dopo l’altro.

5.    Into The Gloss 

Into The Gloss è una fonte essenziale per gli amanti della bellezza e della moda. Questo blog si concentra sugli aspetti più ricercati del settore, fornendo recensioni di prodotti di bellezza, tutorial di trucco e interviste con esperti del settore. Dallo skincare all’hairstyling, Into The Gloss è la guida ideale per attraversare i tempi con una beauty routine a prova di flash.

6.   The Atlantic Pacific 

Blair Eadie è l’autrice del fashion blog The atlantic pacific: vive in California ed è direttore del merchandising del brand Tory Burch, un altro colosso del fashion system. Il suo stile coglie il meglio della cool attitude della East Coast e della raffinatezza che si respira nella Grande Mela. Seguita da oltre 1,4 milioni di follower su Instagram, è una vera protagonista del mondo della moda. E della comunicazione.

7.   Gala Gonzales 

Fondatrice del sito Amlul, Gala Gonzales coniuga spirito spagnolo con un tocco regale rubato all’estetica londinese. Modella, DJ e fashion blogger, sfiora con giocosità lo stile iberico e lo traduce in look eye catching con il tocco di noblesse targata UK. Ha fondato con lo zio Adolfo Domínguez una linea di abbigliamento ed è stata scelta come modella per brand internazionali, da Loewe a Mango passando per H&M. Su Instagram conta più di un milione di follower, e li merita tutti.

Aggiornati, divertiti, informati

I blog di moda sono diventati una risorsa indispensabile, sia per gli appassionati che per i professionisti del settore. Agli indirizzi citati dobbiamo aggiungere per correttezza e per profondità di preparazione le vere bibbie della moda, dal sito di Vogue a quello di Harper’s Bazaar, passando a Business of Fashion quando abbiamo bisogno di interviste, novità o insight nel mondo professionale.

Sfilata Dior 2023

Chi è e cosa fa il copywriter specializzato nel lusso

Le competenze di un copywriter, la preparazione di uno specialista del lusso: un mix scoppiettante di marketing e paillette.

Mi sono data un titolo difficile questa volta: definire chi è un copywriter oggi è davvero un’impresa non semplice, e farlo aggiungendo a fianco la parola lusso risulta ancora più complesso. Possiamo restringere il campo dicendo che il copywriter è quel professionista dedicato alla scrittura, sia essa per l’advertising offline o online, sia per tutti i media digitali che necessitano di contenuti: dai siti ai blog, dai social alle newsletter fino ad arrivare agli e-commerce.

Il copywriter si dedica con grande flessibilità e pazienza al suo ruolo, passando leggero sopra alla confusione di competenze e proiettato con serenità a interpretare – con i termini più appropriati – l’identità di un brand, qualsiasi sia il brief da risolvere.

Valentino haute couture
Sfilata Valentino haute couture 2023

Io, una copywriter che ama il lusso

Per quanto mi riguarda, occuparsi dei testi digitali come copywriter lusso è un sorprendente equilibrio tra il mio passato, il mio presente e un pizzico di futuro. Ho respirato lusso per tanti anni, in azienda; ho ammirato, invidiato, guardato con gli occhi a cuore tanti abiti e accessori che toccavo con mano lieve come per timore di spezzare un incantesimo. Il mio amore per la moda si rivela essere più una passione per una forma d’arte, di artigianalità altissima, più che il gioco delle tendenze stagionali dal sapore commerciale-vendita-fast fashion.

Sarò anche obsoleta, ma quando vedo alcune sfilate di haute couture non posso che incantarmi beata, ammirando le ore di lavorazione, le dita magiche delle prémiere, il cuore grande di chi dedica intere settimane ad un pezzo unico, fatto più di poesia che di tessuto.

Ricami Dior
Ricami sfilata Dior 2022

Competenze tecniche e dettagli pratici

Specializzarsi è importante

Impossibile scrivere di qualcosa di così specifico senza avere una preparazione più che seria: per fare i copywriter del lusso, bisogna saperlo riconoscere, capire, raccontare ed esaltare. Questo include la storia della moda e del design di lusso, le tendenze attuali e passate e una comprensione delle differenze tra i vari brand e i loro mondi. Saper riconoscere e descrivere le caratteristiche dei materiali pregiati o l’esclusività di alcune lavorazioni è parte integrande della professionalità

Conoscenza approfondita del settore

Bisogna essere parte della dinamica delle collezioni per poter svelare come e dove l’architettura di una sfilata prende forma, quali sono i ruoli e i tempi delle diverse figure, cosa cambia tra prototipi e campionari, tra creatività haute couture e collezioni pret-à-porter. Insomma vivere dentro il cuore pulsante del business è un requisito fondamentale per poter esprimere al meglio il valore di un prodotto.

E ovviamente, possedere uno spiccato senso estetico che possa guidare come un faro nel mare magnum delle parole. Perché la stessa bellezza che gli occhi vedono nelle immagini, deve essere trasmessa ad un testo e percepita dal cuore.

Dior
Sfilata Dior 2023

Parole, lingue, stile

Ogni brand ha il suo tono di voce, un’identità verbale e una personalità cui attenersi con attenzione. Per quanto riguarda il lusso, i testi creati dai copywriter devono seguire regole precise ma super flessibili.
Ai termini e alle espressioni che ogni brand non vuole vengano utilizzati – perché considerati lontani dalla propria esperienza – spesso si affiancano parole da inserire nei testi proprio per definire una perfetta coerenza con il resto della comunicazione. Via libera quindi alla creatività, alle figure retoriche e a giochi di parole che esaltano la bellezza. Ma dentro regole ferree su quantità e qualità dei lemmi.

Il lusso parla una lingua tutta sua. Inglesismi e francesismi sono ammessi con grazia e parsimonia: nel lusso essere stranieri o utilizzare con familiarità più di una lingua è considerato totalmente chic, quindi apprezzato. Il copywriter si può allora divertire con allitterazioni e giochi di senso che l’italiano non possiede, per titoli ad effetto che mescolano più di un linguaggio.

Capacità di adattamento e aggiornamento

Il settore del lusso è in continua evoluzione, quindi è fondamentale che il copywriter rimanga aggiornato sulle ultime tendenze e innovazioni. Questo include non solo la moda e il design, ma anche le strategie di marketing, le tecnologie emergenti nel settore e i cambiamenti nei gusti e nelle preferenze dei consumatori. Dall’intelligenza artificiale alla sostenibilità, dalle nuove tecnologie allo sviluppo di filati speciali, non si può presentarsi impreparati ai blocchi di partenza della moda e del lusso.

Ricami
Artigianalità e lusso: i ricami a mano

Strategie di marketing e branding per il lusso: il tocco del copywriter

L’arte della narrazione

Nel regno scintillante del lusso, creare una narrazione non è semplicemente raccontare una storia: è l’arte di tessere un’esperienza sensoriale attraverso frasi e parole scelte con cura. Non faremo solo descrizioni di prodotti ma creazioni di emozioni, trasmissioni di esperienze, sogni, promesse di esclusività. Questa narrazione è essenziale per creare un legame emotivo con il cliente, elevando il prodotto da oggetto a simbolo di uno stile di vita aspirazionale.

Personalizzazione ed esclusività

Il lusso vive di unicità. Personalizzazione ed esclusività sono i due pilastri su cui si fonda ogni percezione del lusso. I testi devono trasmettere questa esclusività, utilizzando un linguaggio che non sia solo descrittivo ma comunichi la ricchezza dell’esperienza che si va ad offrire. Parole distillate possono evocare un senso di appartenenza a un gruppo esclusivo, riservato a coloro che non solo desiderano il meglio ma anche qualcosa di unico.

Il linguaggio visivo e sensoriale

In un mondo dove l’immagine è sovrana, il copywriting per il lusso deve parlare anche ai sensi. Descrivere un prodotto in termini di sensazioni, odori, texture e colori crea un’immagine vivida nella mente del consumatore. Parole che evocano la morbidezza della seta, la rifrazione infinita della luce in una pietra o il touch ricco di una pelle pregiata possono trasformare un testo in una vera esperienza sensoriale.

lusso dior
Sfilata Dior 2017

La coerenza del brand

Nel lusso, la coerenza del brand è vitale. Ogni frase, ogni parola scelta, deve riflettere e rafforzare l’identità del brand. Il tono, lo stile e il vocabolario devono essere in perfetta armonia con l’immagine del brand, mantenendo un equilibrio tra tradizione e innovazione, tra classico e moderno, tra riservatezza e appariscenza.

L’influenza dei Social Media

Nell’era digitale, i social media giocano un ruolo cruciale nel marketing, del lusso come di ogni altro prodotto. Il copywriter deve sapere come adattare la voce del brand ai diversi canali, mantenendone vivida l‘aura di esclusività ed eleganza, adottando un approccio che risuoni armoniosamente con il pubblico di ogni piattaforma. La sfida è mantenere l’aura di prestigio pur rimanendo accessibili e coinvolgenti.

Un’Arte Sartoriale

Il copywriting nel settore del lusso è un’arte sartoriale, che richiede una profonda comprensione del brand, un acuto senso estetico e la capacità di raccontare storie che catturino l’immaginazione del pubblico. È il fil rouge che unisce il cliente al mondo del lusso, rendendo ogni prodotto non solo un acquisto, ma un’esperienza indimenticabile.

Se sei un manager che cerca un copywriter specializzato nel lusso o nella moda, contattami. Possiamo valutare insieme quali sono le necessità della tua azienda e trovare le strategie migliori per rendere unica la tua comunicazione.

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ecommerce fashion

Fashion copywriter: perché il testo fa bene alla moda

La scheda prodotto è il cuore delle pagine e-commerce: immagini e testo che un fashion copywriter deve saper armonizzare per finalizzare la vendita, fidelizzare il consumatore, supportare il branding.

Vi propongo alcuni suggerimenti per creare testi adeguati al vostro brand, coerenti con il tono di voce e soprattutto efficaci per la vendita. La prima considerazione che mi balza alla mente è che il fashion copywriter gioca con due cappelli in testa, quello del venditore di sogni e quello dello psicologo: ciò che scrive deve avere il profumo del desiderio e, insieme, catturare la naturale attenzione del consumatore.

Su questo perno, la sua abilità sta nel giocare con parole evocative, emozionanti, coinvolgenti. In grado di raccontare un mondo complesso e multi sfaccettato quale l’identità di un brand. E  allo stesso tempo fornire le informazioni tecniche necessarie ad una valutazione oggettiva del capo.

 

e-commerce
e-commerce

 

Spunti per una scrittura efficace:

  1. Scrivere semplice: la fluidità e la scorrevolezza del testo sono la chiave del successo. Il fashion copywriter deve assemblare con ritmo piacevole le caratteristiche del prodotto e terminologie evocative, in una perifrasi il più semplice possibile.
  2. Grammatica e sintassi: tralasciando la ovvia realtà che un testo deve essere scritto in italiano corretto, l’utilizzo della sintassi può aiutare la facilità di lettura. I testi delle schede prodotto normalmente non sono molto lunghi, ma ci possono essere prodotti che necessitano di elenchi puntati o dettagli in evidenza. Inoltre sono da evitare periodi lunghi e subordinate complesse, così come l’utilizzo insistente di aggettivi. Avverbi banditi.
  3. Tone of voice: il testo della scheda prodotto è un prolungamento importante della comunicazione aziendale. Non si può quindi prescindere da una coerenza studiata tra il tono di voce del brand e ciò che si racconta anche nei testi più brevi.
  4. Creare relazioni: il fashion copywriter ha l’ingombrante compito di creare una relazione emotiva tra prodotto e consumatore, un link intimo fatto di aspirazione e desiderio, che è la chiave della vendita online.
  5. SEO! Niente ridondanza, niente letture noiose: i testi sono scritti per le persone e non per i motori di ricerca. Quindi un corretto utilizzo delle keyword, dei sinonimi, un posizionamento ponderato delle parole. E soprattutto priorità alla freschezza e alla naturalità della scrittura.

fashion ecommerce
fashion ecommerce

Perché il fashion copywriter fa bene alla moda?

Le vendite online dei prodotti fashion (includo accessori e scarpe nella macro categoria dell’abbigliamento) sono in netta crescita. Un po’ per il fenomeno Covid-19, un po’ perché questa è la strada disegnata già nel 2019, quando Zara presentò un piano strategico che prevedeva una chiusura di parte dei retail store fisici e un incremento delle vendite digitali. La tendenza è scritta, la strada è spianata. Ciò che si può fare è lavorare al meglio per rendere questa nuova fruizione il più piacevole possibile.

Con testi ben scritti, originali e non duplicati, con terminologie che non emulano il proprio competitor ma creano ed amplificano l’identità del brand.

 

denim fashion
denim fashion

Piattaforme multichannel in grado di integrare i siti nativi e capsule collection pensate appositamente per il mercato online saranno strumenti essenziali, che riscriveranno le regole del mercato della moda.

 

Bustier

Il vocabolario del fashion editor. B come bustier.

La scelta è stata ardua. Perché la B è una lettera difficile, suggerisce pochi concetti interessanti al fashion editor, o almeno mi è sembrato così. Mi sono venuti in mente anche brand, bionda/blondie, beauty, banana yellow, bomb, boobs (ma era poco corretto), banca, budget e qualcun’altra.

Bustier stampa

Ecco il bustier. Una scelta difficile.

Ma mi sono fermata a bustier, perché è affascinante, perché è poliedrico, perché è trasversale a tante, tantissime estetiche. Ma iniziamo dal principio: intanto il bustier nasce come strumento protettivo da uomo, nel Medioevo, una specie di armatura, con la funzione di proteggere gli organi vitali. Niente di sexy né intimo, ma già quest’uso racchiude in sé l’idea di un “tutore del corpo e dello spirito”. Al contrario di quello che possiamo pensare noi, un uomo in corsetto era considerato virile.

Alle femmine invece la mania di stringersi nelle forme rigide e precostruite inizia nel rinascimento, inizialmente come modo di contenere la “carne bianca e molle”, un po’ anche per l’idea che la donna, di per sé più debole dell’uomo, avesse bisogno di un sostegno per la colonna vertebrale. Roba da sanitaria, insomma. Iniziano a stringersi in vita, ad esaltare il decolleté, creando anche delle difficoltà agli organi interni – si è arrivati a spezzare costole e causare morti e svenimenti!

Un guardaroba di tutto rispetto doveva prevederne uno per ogni abito. E un abito per ogni occasione. Era insieme uno strumento di tortura e di bellezza provocatoriamente esibita, simbolo di quella femminilità peccaminosa ritratta da Toulose-Lautrec o sublimata dai romanzi di Honore’ de Balzac e Guy de Maupassant.

Bustier dolce e gabbana

Coco Chanel e la rivoluzione del costume.

Viene bandito dagli armadi da quella grande rivoluzionaria di Coco Chanel e minacciato a morte dalla rivoluzione del Maggio ’68, ma dopo pochi decenni gli stilisti, da Vivienne Westwood, a Jean-Paul Gaultier e Dolce & Gabbana, se ne sono riappropriati facendolo diventare un accessorio glamour delle star (Kylie Minogue, Madonna, Lady Gaga) e un inno alla lingerie.

Rimane nella storia della moda il corsetto con coppe a punta che Gaultier disegno’ per il tour di Madonna nel 1990.

BUSTIER mADONNA

fashion editor vocabolario

Il vocabolario del Fashion Editor – A come aggettivi.

Idee e approfondimenti su come scrivere per la moda.

 
A come … Aperol. Se la prima idea è la vincente, so già cosa fare stasera. Ma se mi concentro un pochino di più e penso alla prima parola professionalmente utile che comincia con la A, arrivo ad aggettivi. Perché? Perché nel lavoro del fashion editor o fashion copywriter che dir si voglia, gli aggettivi sono una colonna portante
 
Che siano scarni, asciutti e sintetici o barocchi e voluttuosi, che siano parole singole o metafore gioiose, voli pindarici o citazioni cross media, sono loro a dare la temperatura e la cromia giusta alla vostra frase.
 
Creano immagini, aggiungono calore, suggeriscono mondi entro i quali tuffarsi. Sono il sapore del brand, sono la chicca del tono di voce. Possono essere banali, inflazionati, inutili, qui la difficoltà – e l’abilità – dell’editor nel dosare con perizia quelli più interessanti e adeguati. Con la grazia e la maestria del pasticcere, perché il nostro lavoro si fa col cuore, mica siamo generatori di testi qualunque.
 
 
Io inizio sempre con una piccola ricerca, con la visualizzazione del prodotto e del suo mondo di riferimento. Chiudo gli occhi e lo osservo mentre si muove, onirico e gioioso, quale che sia la sua anima. E da lì tutto un mondo – il mondo della semantica – si schiude e mi sorride. 
 
A volte. Certi giorni invece guardo il mio bel cappotto appeso da descrivere e non mi dice nulla. Lo fisso con interesse e quasi mi dà le spalle.
Aggettivi da cesellare, da ritoccare, da tagliare. Aggettivi da aggiungere, da sbozzare. Tenendo a mente sempre il principio per cui se non è necessario, allora meglio toglierlo. Povero aggettivo …

Fashion Copywriting: migliorare le descrizioni di prodotto per vendere di più

I negozi online, o gli e-stores come dicono gli addetti del settore, stanno diventando sempre più importanti. Lavorano spesso a fianco del punto vendita fisico, offrono molto di più in termini di disponibilità e taglie, e sono un’ottima opportunità di business. Necessitano di alcuni investimenti iniziali e di contenuti costantemente aggiornati, ma sono estremamente profittevoli. Tuttavia soffrono di una strutturale difficoltà – quella della lontananza dal cliente – che li rende freddi e spesso troppo basati su calcoli quantitativi piuttosto che su capacità e caratteristiche qualitative. Descrizioni di prodotto coinvolgenti e ben scritte permettono di massimizzare le propensioni all’acquisto da parte dei visitatori, ottenendo quindi il nostro goal, vendere di più. Ecco allora alcuni tips utili a migliorare le descrizioni prodotto ed attirare il vostro consumatore a cliccare sul pulsante “Aggiungi al carrello”!

Sorprendi, stupisci, emoziona.

Online il cliente è solo, non ha amici o commessi che lo supportano e lo consigliano, che lo aiutano nella fase della scelta e dell’acquisto. Manca il fattore umano. Ciò che un buon testo deve fare è immedesimarsi nel consumatore ideale, entrare nel suo punto di vista e fornirgli quel supporto emotivo, caldo, personale, che uno schermo di computer non può trasmettere. L’esperienza dello shopping è piacevole in negozio, dobbiamo cercare di rendere altrettanto positivo un acquisto in solitaria online. Quindi cercare di costruire quella connessione tra brand e cliente, trasmettendo valori, sogni, promesse. Anche un testo di prodotto può trasmettere il sapore di un mondo appealing e desiderabile.

Rivolgersi al consumatore ideale

Scrivere in modo neutrale, per piacere a tutti, risulta freddo e alla fine poco efficace. Bisogna rivolgersi direttamente al nostro consumatore, lui o lei che sia, parlandogli come se ci si stesse guardando negli occhi. Dall’altra parte della tastiera lui o lei si sentiranno coinvolti direttamente, e reagiranno di conseguenza. Proprio come se fosse fisicamente davanti a voi.

Usare titoli semplici e concisi

I titoli devono essere sintetici e precisi, devono dire con poche e semplici parole che cosa si sta vendendo. Meglio quindi utilizzare termini basici, comprensibili, non gergali per quanto possibile. Non chiamate il prodotto con un nome personalizzato, che solo voi potete comprendere. Ovviamente poi nella descrizione andrà utilizzato il linguaggio corretto della moda.

Allure e benefit per attirare l’attenzione, non specifiche tecniche

Certo le caratteristiche tecniche sono fondamentali e non possono mancare nella descrizione, ma il nostro sforzo dovrà focalizzarsi nella direzione di attirare l’attenzione del vostro potenziale buyer. Quali sono i contenuti intrinseci del prodotto? Come mi farà sentire? Come mi starà addosso? E’ quello che cerco per completare il mio look? Comunicare l’allure e una proiezione di sé invita il potenziale consumatore ad avvicinarsi all’acquisto.

Lasciate a loro la scelta

Quando un commesso esalta le caratteristiche di un prodotto di “eccellente qualità” la vostra reazione naturale sarà quella di pensare “ok, sta cercando di vendermi qualcosa”. Non dobbiamo sottovalutare le capacità di valutazione del nostro consumatore, meglio utilizzare perifrasi e lessico che permettano a lui stesso di giudicare ciò che sta guardando. Le immagini ed il testo dovranno essere ben strutturati per offrirgli tutte le informazioni, senza lodi inutili.

Personalità e tono di voce

Il tono di voce trasmette la personalità del tuo brand. Possiamo risultare sexy, spregiudicati oppure rigorosi, severi. O ancora classy, giovani, contemporanei, divertenti o impassibili, seriosi o leggeri. Se vogliamo risultare divertenti, il nostro linguaggio dovrà essere leggero ed umoristico. Le immagini ed il testo dovranno chiaramente comunicare questo messaggio. La personalità del brand deve compenetrare tutti i contenuti, e quindi tutte le descrizioni di prodotto.

Evitare tecnicismi

Nel descrivere un capo dobbiamo includere le caratteristiche tecniche fondamentali, come il fit, i materiali, le finiture. Senza però eccedere in tecnicismi. Chi ci legge non necessariamente ha una cultura nel fashion come possiamo averla noi, né è interessato ad averla. La fruizione del testo in questo caso è piuttosto rapido, meglio essere chiari e semplici per evitare una lettura “effetto scan” che toglierebbe interesse e appealing al nostro prodotto.

Le specifiche tecniche sono una parte importante della vostra pagina. Non solo supportano il consumatore nel crearsi un’idea dettagliata di ciò che sta per acquistare, ma lo aiutano anche nella ricerca di quello specifico prodotto.

Mantenere lunghezze di testo coerenti

Per garantire una user experience piacevole e funzionale, è bene mantenere una lunghezza dei testi coerente tra un prodotto ed un altro. Da evitare testi troppo corti se altri prodotti l’hanno corposa e viceversa. La sensazione potrebbe essere quella di una mancanza di informazione o di scarsa attenzione per quel capo.

Aggettivi e immaginazione

Gli aggettivi possono essere utilizzati per creare perifrasi suggestive e piacevoli. Il vostro consumatore non può toccare il prodotto, ma il testo descrittivo può aiutarlo ad immaginarlo, sentirlo, proiettarsi in esso. Come mi starà addosso? Sarà morbido e caldo? Che tipo di fit potrà avere? Una descrizione ricca in aggettivi (con moderazione!) lo immergerà completamente in un mondo – touch and feel – che lo spingerà verso il desiderio di acquisto.

Fashion words: un linguaggio dedicato

Il mondo della moda ha un linguaggio tutto suo. Padroneggiarlo e giocare con la creatività è il valore del fashion copywriter, la sua professionalità. Solide basi professionali permettono di conoscere terminologie specifiche, lessico emozionale e perifrasi di tendenza. Una costante lettura dei magazine, la visione delle sfilate e delle collezioni, il quotidiano esercizio e relativa ricerca permettono risultati eccellenti.

Le 4 C

Per una valutazione veloce di un testo di prodotto, si può applicare la regola delle 4 C:

  • Clear: il testo risulta nel suo complesso di facile lettura? Comunica la vera essenza del prodotto? E’ facile da leggere?
  • Captivating: il vostro consumatore sarà attratto dal testo, o lo scorrerà velocemente? E’ piacevole e coinvolgente? E’ emotivo ed appealing?
  • Concise: Troppo lungo, troppo corto? Le parole sono usate con parsimonia o al contrario abbondiamo in termini che poco aggiungono a ciò che si è detto?
  • Complete: Il testo sta completando l’immagine di prodotto? E’ in grado di comunicare ciò che dalle fotografie non si riesce a comprendere?

Questi sono solo alcuni suggerimenti per capire come un fashion copy affronta una collezione da descrivere. La lista è lunga e certamente incompleta, mi farebbe piacere se voleste unirvi ed aiutarmi con spunti o idee nuove. Come è la vostra esperienza da consumatori? Cosa vi piacerebbe trovare in una descrizione?

 

artigianlità moda

Artigianalità, creatività. Ciò che la tecnologia non potrà soppiantare.

Artigianalità, creatività. Intelligenza. Quella vera, non artificiale.

In questi giorni leggo online ma anche su riviste di una certa importanza, tanti ed approfonditi articoli sul futuro dell’intelligenza artificiale. Cosa ci aspetta, come saranno le nostre vite tra pochi anni, cosa non faremo più, cosa sarà delegato a belli e lustri ‘bot’ – cioé robot per chi come me non è pratico della terminologia.

Ci prospettano sex bot, belli, similumani, dalle caratteristiche evolutissime, che pare siano la prossima frontiera della nostra fantasia erotica. Boh.

Bot che cucineranno per noi, con la maestria di sapienti chef e la creatività delle ricette della nonna. Movimenti regolati da algoritmi e copiati, rubati, da mani sapienti, per ricreare piatti sopraffini. Non so perchè ma ho la sensazione che non faranno mai le lasagne come quelle della mia nonna, quella originale, che per 85 anni ha mescolato ragù, stirato pasta, girato besciamella. Con la maestria imparata da immemori generazioni addietro.

Bot che lavorano per noi (e sia, questi mi paiono i più utili!) che svolgono mansioni pesanti, obsolete, pericolose. Bot che costeranno meno della manodopera umana e non avranno tutti quei fastidi quali malattie, assenze, errori, stanchezze, maternità, antipatie e difficoltà relazionali che tanto fanno storcere il naso agli imprenditori.

Dal canale Youtube di Chanel, un appassionante video sul making of di una giacca haute couture.

Anche nel campo della moda l’intelligenza artificiale ha fatto capolino.

Ne è un esempio Sew-bo, creatrice di un braccio meccanico in grado di produrre capi di abbigliamento con un tasso di automatizzazione elevatissimo. Sono spaventata, anche un po’ atterrita. Ma tutto quello che ho visto e respirato in anni aziendali, nelle rapide e semi vietate passeggiate tra i reparti produttivi, non esisterà più? Quella capacità, meravigliosa artigianalità, propria di tante, tantissime donne e uomini che fine farà? Dove troveremo ancora quella capacità così vicina all’arte di creare abiti e non solo, dal fascino intramontabile?

Negli ultimi anni le maison, le case di moda con haute couture, hanno cercato di evidenziare questa abilità a lungo celata delle sarte, delle première, degli operatori, dei product manager, creando interessanti video in cui il barlume dell’artigianalità e della fatica e delle ore di lavoro di altissima qualità vengono esaltate.

Non posso e non voglio dimenticare che la moda è un concentrato di creatività e capacità manuali.

Non posso e non voglio dimenticare che nessuna intelligenza artificiale sarà mai in grado di soppiantare la fantasia e la flessibilità umana.

Non posso credere infine che nessuno stilista affidi a mani meccaniche la realizzazione delle sue fantasie.

Dal canale Youtube di Jimmy Choo il making of di un sandalo tra Londra e la riviera Berica.

https://youtu.be/hRFs1ij2rlo

parole shoes

Vocabolario Couture. Le parole della moda.

Vocabolario Couture: quali sono le parole che descrivono con precisione ogni dettaglio di una collezione.

Scrivere per la moda è una attività che personalmente trovo piacevole, quasi ludica. Alle mie spalle ci sono anni di ascolto e formazione direttamente dentro gli uffici prodotto, nei meandri della creazione e dello sviluppo, nelle pieghe misteriose del merchandising di prodotto. Ci sono letture di volumi di estetica e storia della moda, così come infinite pagine di riviste e giornali di settore che si sono acculate negli anni, stagione dopo stagione, collezione dopo collezione. Fino a creare vocabolario couture che metta insieme terminologia e stile, estetica della parola, effimero e meraviglioso piacere nel sentir soffiare significati che evocano emozioni, bellezza, femminilità, arte. Le parole come mezzo di conoscenza.

Creare testi che rispecchino tutto questo, magari in poche, pochissime parole, non è semplice.
L’arte del copywriter è quella di saper parlare al cuore, creare messaggi empatici, diretti. Per la moda e il lusso si tratta di far sognare, trasmettere emozione, far vivere per un momento il proprio interlocutore in un modo magico.

Le persone non dimenticano come gli altri le hanno fatte sentire.

Bill Bernach

L’innamoramento per questo mondo non è stato subitaneo. E’ iniziato in sordina, lentamente, aggirando la mia crudezza di ragazza fino ad affascinare e carpire il mio cuore di donna. Con parole dolci, ricami arditi, forme sognanti. Ho avuto il piacere e la fortuna di vedere e di toccare capi di alta moda, più simili ad opere d’arte che abiti. E lo stupore e la meraviglia di tutto quel lavoro manuale ispira sempre più rispetto, grande ammirazione, fascino infinito.

parole maniche

Alla fascinazione estatica per quello che può essere definito un mondo di immagini e parole, si deve però affiancare una preparazione tecnica rigorosa, faticosa, incredibilmente amplia. Termini, concetti, strategie, dettagli, lavaggi, trattamenti, tagli, forme. Parole che descrivono con precisione.

Cosa differenzia una manica a palloncino da una a petalo? E un cargo pant da un harem? Ogni settore – sport, maschile, femminile – ha le sue caratteristiche. Senza tralasciare gli accessori e soprattutto le calzature, un altro mondo in cui perdersi con passione ed occhi incantanti. Servono parole, per descrivere ciò che risulta da un lunghissimo e spesso silenzioso percorso. Servono parole per raccontare l’impegno, l’ispirazione, il lavoro che si cela dietro ogni pezzo. E’ un lavoro di storytelling in miniatura, cesellato, creato con amore infinito.

parole maniche 2

Vorrei condividere infine questo video di Chanel perché riesce a rendere limpido il messaggio rivoluzionario di una donna che è riuscita nel tempo a creare icone estetiche e linguistiche che hanno attraversato i decenni.
E che tutti noi utilizziamo quotidianamente, senza neppure renderci conto di dove e come sono nati.

custom made armani

Custom made. Ovvero la tendenza alla personalizzazione di massa.

Una delle parole che definiva il lusso, come abbiamo analizzato qualche tempo fa, è Custom Made, il Su Misura. Buffo che io l’abbia scelto anche per il mio sito. Ma non è a caso, perchè identifica un servizio od un prodotto che si posizionano subito come qualitativi, unici, personalizzati. Esattamente come i testi che redigo e preparo per i miei clienti. Ho copiato, ammetto…

Nella moda il Su Misura/Custom made/Made tu measure/Made to order appartiene soltanto ai marchi più ricercati. Ricercati ma globali. Incoerenza o strategia? Assolutamente la seconda. In qualsiasi città ci si trovi, minimamente avanzata e civilizzata – intendo non nel terzo mondo – le vie dello shopping si somingliano incredibilmente. Vetrine simili, stessi marchi, stessa offerta. Rassicurante per il consumatore. Spaventoso allo stesso tempo. Vincono i brand globali, quelli che sono in grado di offrire prodotti standardizzati, esteticamente piacevoli e qualitativamente infimi (ma questa caratteristica pare non essere importante, anzi, basta guardare la comunicazione Ikea in cui si dichiara in modo sereno che siamo fatti per cambiare).

 custom vetrine

La personalizzazione qui non esiste.

Esiste il sentirsi parte di una comunità, vestirsi allo stesso modo, magari non uguale ma con lo stesso gusto. Partecipare all’esperienza shopping, dimostrarlo con il proprio look.

Ecco allora che il Custom Made diventa una variante curiosa, unica, un elemento di distinzione. A partire dalle semplici T-shirt, come ha fatto Balenciaga – brand di nicchia e ricercato dai più raffinati cultori del fashion – in una interessante strategia di comarketing con Colette. All’interno del concept store si poteva creare da sé una maglietta griffata ma assolutamente unica, con tanto di app e macchina stampante in vista.
Esperimento riuscito a quanto pare, vista anche la copertura mediatica raggiunta: il famoso blog Highsnobiety ha creato un video della performace, mentre il sito stesso di Colette presentava l’happening con comunicazione dedicata.

Questo è un esempio borderline, in cui il prodotto di massa si concede il lusso di un gioco, ironico e macchiavellico,  il pezzo più democratico e cheap per eccellenza diventa unico perchè fatto da sé. Ma sono molti a dedicarsi alla personalizzazione, i primi della lista Nike ad Adidas (le calzature sono icone di moda, e semplici da offrire al gioco del ‘fai da te’).

custom nike

I brand del lusso invece presentano la personalizzazione dei propri prodotti come una possibilità ricercata ed unica di avere un abito griffato realizzato con la perfezione sartoriale che ci si aspetta da un artigiano.

Sono poche le aziende che offrono questo servizio, perchè prevede una linea di produzione dedicata, personale e risorse specifiche che non operano nella procedura standard, ma anzi fanno della loro operatività singolare un valore aggiunto. Ecco quindi che il costo del prodotto finale non può che essere alto. Non ha importanza perchè stiamo parlando di pezzi unici e quindi dedicati ad un pubblico economicamente abbiente. Fendi offre la possibilità di realizzare versioni personalizzate dei propri accessori, e come loro sono molti ad aggiungere alla collezione standard l’opzione del sul misura.

custom fendi

 

Concludo citando l’ultimo articolo di Annamaria Testa, che esamina diversi ambiti di prodotto e soprattutto affronta l’argomento con una prospettiva di business, la mass-customization, come l’opzione che sta divenendo più importante e popolare tra i produttori per il loro – e  nostro – prossimo futuro.

 

 

 

 

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Prossimo appuntamento Pitti. Da freelance, dopo 35 edizioni!

A gennaio sto pianificando di visitare Pitti Immagine Uomo, che se non faccio male i conti frequento più o meno costantemente dal 2001, appendendo al muro la bandierina della mia 35a presenza. C’è chi può vantarne molte di più, ma sono ormai entrata con stile negli anni dei ‘veterani’, di quelli che possono dire di aver vissuto più volte le giornate estive puntualmente caldissime e le invernali sempre glaciali. Ho frequentato come espositore per tanto tempo, come utente, come manager, aprivo lo stand la mattina e lo richiudevo la sera. Mi occupavo di scorrazzare amici, colleghi, clienti in fiera e nei tantissimi appuntamenti serali. Tanti ricordi e tanta, tanta fatica. Tante bistecche, tanta fame a mezzogiorno che non si staccava mai per un panino. Le ore in piedi, i look più disparati, le tendenze viventi e il loro coraggio di essere eclettici con stile.

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Ho visto cose …

Ricordo chiaramente un signore con stivali da cowboy di pitone con tanto di testa del serpente sulla punta come se fosse ancora vivo. E non è che l’inizio. E’ diventato di moda , andare vestiti come moderni dandy a Pitti, tanto che poi quel modo eclettico è diventato tendenza. E sono diventati trendy i fotografi che ritraevano quei personaggi strani e postavano poi le immagini sui loro blog dando vita a fenomeni social che ancora oggi creano tanto clamore. Sono diventati di moda i calzini colorati, a righe, rossi. Sono diventati di moda i pantaloni rossi – che peraltro indossano solo ‘quelli della moda‘. Sono diventate di moda le barbe lunghe, il preppy, il tartan, i check scozzesi allover. Da Pitti si impara solo a guardare la passerella dell’ingresso. E’ cultura della strada, il Pitti vale come un master!

So cosa aspettarmi.

A Pitti ci si sente al centro del mondo, quel mondo, per qualche giorno. E non è solo il momento in cui tutto accade intorno a te. E’ proprio che sei attore più o meno consapevole di uno spettacolo che si rinnova automaticamente, ogni sei mesi. Con un sacco di novità. Le attività da seguire sono così tante che bisogna fare una cernita accurata. Il calendario degli eventi è fittissimo, dovrò selezionare con calma. Ma la cosa che amo di più è passeggiare nelle passerelle, entrare seguendo il flusso dei piedi in movimento, guardare e scoprire un concentrato di creatività che non si trova da nessuna altra parte.

Cosa porterò a casa.

Normalmente borsette piene di cataloghi, biglietti da visita, gadget. Un peso devastante. La mente piena di immagini. Gli stand più belli, i prodotti più innovativi, i look più all’avanguardia. E poi non si può fare a meno di percepire la presenza calda ed accogliente di Firenze, magica, viva, festaiola, incasinatissima che non trovi un taxi per tre giorni, bella da scoprire in ogni angolo.

Questa volta porterò a casa un punto di vista nuovo, diverso. Ve lo racconterò.

brand extension hermes

Hermès e musica. Silk Mix a Roma.

Quando ho letto questo articolo su rockit.it e su Vanity Fair non sono riuscita a tratterenere un sorriso. Ho appena pubblicato un post sulle brand extension – utilità e necessità, gioie e dolori, lusso e non solo –  ed ecco qui che Hermès inaugura a Roma in via Condotti un pop-up store dedicato alla musica. Gli iconici carré in seta da uomo vengono utilizzati per abbellire ed impreziosire le copertine dei dischi, mentre le cravatte sono il packaging inusuale per le cassette (cassette? Ma allora esistono ancora!)

L’obiettivo degli ideatori di “Silk Mix” è quello di regalare un’esperienza poetica che riesca a stimolare i sensi, unendo l’immaginario musicale al prezioso fruscio della seta. All’interno del negozio sarà possibile trovare 225 modelli e 53 motivi per i carré e 125 modelli e 25 motivi per le cravatte.

Certo una grande ispirazione per i regali di Natale più preziosi. Ma anche una bella soddisfazione per me, che ho colto nel segno la tendenza dei brand di lusso a lasciarsi trasporare in ambiti effimeri e giocosi restando però ben attenti alla strategia di marketing ed al posizionamento. Questo è ovviamente un esempio tra i più alti e qualificanti.

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Nuovi media, nuove tendenze.

Instagram è il social più amato dal fashion.

Non è un segreto. Per chi naviga sui social Instagram oggi propone quasi quotidianamente contenuti visuali dall’estetica super aggiornata ed estremamente creativa. Attraverso stories si possono osserare delle vere e proprie mini campagne, a volte preparate ad hoc dai brand ma sempre più spesso postate dagli utenti, nuova frontiera del fashion blogging e del trend setting.

La moda cavalca con passione il nuovo media.

I migliori brand di moda e lusso – sono diventata follower dei principali e già così sono tantissimi! – preparano e postano con regolarità immagini o video legati al lancio di un prodotto, ad un evento, tips, tutorial. Ultimo nella mia memoria la “stories” di Max Mara con le immagini di archivio dei cappotti indossati da dive e modelle, postate in concomitanza con il rilancio del proprio nome legato a questa categoria merceologica, con tanto di eventi e copertura media. Per il marketer uno strumento che va a completare una strategia di marketing globale, online ed offline. oppure i tutorial YSL Beauty, che in pochi secondi catturano l’attenzione e rimandano alla pagina ufficiale, tutto con un montaggio visivo assolutamente trendy.

Spesso però non sono i brand a guidare la vague delle immagini temporanee, quanto gli utenti, in una perfetta ottica pull che tanto piace al mondo digitale. Instagram influenza quanto una passerella, sposta l’attenzione, si fa portavoce di una tendenza che non è un desiderata quanto una realtà già presente.

 

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E’ il caso dello streetwear, ad oggi a pieno titolo nella sezione prêt-à-porter dei più importanti brand. Dal lusso agli accessori non c’è collezione che non dedichi almeno una sezione ad un look street. Ultimo e più visibile probabilmente il nuovo logo VLTN sotto la cui egida vengono proposti prodotti come yoga mat e borse in pelle di altissima qualità (e prezzo!), il tutto in un mix merceologico apparentemente casuale.

Le tendenze si fanno però non solo con nuovi prodotti, spesso si tratta semplicemente di styling, come l’ultimissima moda di portare le All Star tagliate e con i lacci legati alle caviglie. Oppure esempi di mix tra capi vintage un po’ appariscenti come vecchie pelliccie maculate con pezzi decisamente minimal. Il fashion blogger oggi utilizza anche Instagram, a lancio e completamento dei contenuti e delle tendenze che vuole pubblicare.

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Alcuni esempi?

La tuta Kappa, i calzini bianchi da ginnastica portati  a vista anche con

le scarpe non sportive, calzini logati sempre rigorosamente a vista, il ritorno del basco, della minigonna ‘8os, delle Cortez di Nike.
Ma sono solo alcune. Tutte le altre sono da scoprire, ovviamente su Instagram!

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Brand extension. Necessità e virtù.

“Dal 27 novembre al 20 dicembre, Saint Laurent occupa il primo piano del concept store in uno spazio unico”. Colette

Ultimo brand ad apparire nel prestigiosissimo spazio di rue Saint-Honoré a Parigi, Saint Laurent ha presentato la notizia corredandola di immagini dei prodotti che verranno esposti. Essendo Colette un Concept Store non potevano mancare le brand extension più innovative e glam. Ma quanto questa strategia di marketing viene oggi frequentata? Tanto. Soprattutto dai luxury brands.

Di cosa stiamo parlando?

Per darne una definizione veloce, la brand extension è l’utilizzo di una immagine di marca su prodotti di categorie merceologiche differenti (che si chiameranno spin-off) con lo scopo di aumentarne la brand equity. Quindi mira a conferire ad intere famiglie di prodotti  l’equity ed i benefici vantati dalla casa madre.

La brand extension si può applicare a qualsiasi prodotto, dall’accendino all’automobile, dagli hotel alle gomme da masticare. Regola aurea, la coerenza: i consumatori apprezzano il risultato di una brand extension quando vi riscontrano un accettabile grado di coerenza percettiva fra  la nuova categoria di prodotto e la categoria in cui opera la marca. Le probabilità di successo del un nuovo prodotto saranno quindi direttamente proporzionali al livello di consonanza esistente tra le categorie merceologiche (category fit).

logo virginEsempio più visibile che porta in evidenza vantaggi e limiti di questa strategia è Virgin, celebre brand di Richard Branson che si è esteso a categorie disparate come bevande, compagnie aeree, treni, fitness, servizi finanziari, videogames, internet, tv via cavo, distribuzione, telefonia mobile, discografia. Non tutte con ottimi risultati, proprio perchè è mancata l’applicazione della regola della coerenza.

Fashion ed estensioni. Necessità? Virtu?

Il mondo della moda ha utilizzato in modo massiccio questa strategia, brand extension fenditanto che ci sembra così naturale da non notarlo neppure. Tutto ciò che oggi chiamiamo XXX casa – dal fast fashion fino al lusso – è un esempio perfetto di una brand extension calzante. Al punto da arrivare alla creazione di Hotel – di lusso ovviamente – e SPA, ristoranti, Lounge bar. L’abbigliamento stesso è oggetto di estensioni da parte di brand con altre categorie produttive (uno fra tutti Marlboro Classics).

Ogni oggetto legato al lifestyle è stato esplorato e testato e spesso fatto oggetto di capsule  se non di intere e dedicate collezioni. Negli anni ’80 Ralph Lauren, sempre sperimentale ed in avanguardia, ha esteso a biancheria da bagno il suo brand, dando vita ad una cascata di estensioni che ancora oggi vivono nel nostro quotidiano.

brand extension skateMa lo sport è la categoria credo più amata. Tantissimi gli esempi di attrezzatura, abbigliamento specifico, accessori. I consumatori amano portare i propri beloved brands anche sulle piste da sci, sulle onde, nella strada e non solo.

Infine i mezzi di trasporto: dalla personalizzazione fino alle edizioni limitate, il fashion ed il lusso non si sono fatti sfuggire l’occasione di sfruttare la tecnologia in movimento per esibirsi in esempi eccellenti di brand extension, a tratti con risultati eccellenti sia di immagine che di vendita. Unire Armani al concetto di Made in Italy e di Vespa è una operazione di marketing con i fiocchi. Riservata a pochi, però.

brand extension emporio armani

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No planet B. Moda ed ecosostenibilità oggi.

Prendendo spunto dalla notizia della apertura berlinese dello store Ecoalf mi sono fatta rapire ancora una volta da ragionamenti e collegamenti tra notizie – avete presente le palline del lotto all’estrazione? – che ultimamente affollano la mia mente.

La tendenza al riciclo e riutilizzo non è una novità nè una notizia. sostenibilità adidasMa le notizie della loro applicazione da parte di molte ed importanti aziende come parte integrante di una strategia di crescita mi rende particolarmente fiera ed entusiasta. Allora ecco che spuntano alla memoria le Adidas Parley, ultime nate da un progetto ecologico più ampio dedicato al recupero della plastica per trasformarla in capi ed accessori ad alta tecnologia. Entusiasmante vedere innovazione e potenzialità economica agire per uno scopo ecologico!

E sempre tra la memoria a breve termine affiora il progetto di Vigga, nato da una madre danese che ha inventanto un concept store per affittare i vestiti dei bambini, da 0 a 3 anni, sostituendoli man mano che crescono. I modelli sono semplici e realizzati in materiali ecologici. Il riuso è una ulteriore garanzia della ecologicità del progetto, che fonde insieme ecologia e sharing economy. Moderno, funzionale e dal contenuto etico altissimo!

A questi valori Stella McCartney aggiunge creatività, eleganza, sartosostenibilità stella mccrialità, il suo stile unico. E il risultato è moda allo stato puro. Senza perdere di vista però l’ambiente: filiera controllata, no fur, materiali il più possibili riciclati o riciclabili, ecosostenibilità. Può non piacere, ma io ho sottolineato mentalmente che questa donna sta trasmettendo al suo business gli stessi ideali che applica per la sua vita privata, e hanno una conseguenza talmente ampia da ricadere sui comportamenti d’acquisto – e  non solo – di migliaia di persone.

Anche la Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI) ha voluto sottolineare l’importanza della visione ecologica in campo fashion, dando vita ai Green Carpet Fashion Awards Italia, evento dedicato ai valori della sostenibilità, svoltosi il 24 settembre in concomitanza con Milano Moda Donna. I più grandi nomi italiani – da Fendi, Giorgio Armani, Gucci, Prada, Valentino – associati a giovani emergenti la cui visione e creatività rappresentano il futuro della moda. Il premio? Una statuetta realizzata da Chopard in oro etico (e sì, esiste anche quello!!). Nel frattempo capsule dedicate a collezioni sostenibili compaiono da Mango, Freitag e H&M. Siamo circondati, ma è una buona notizia.

In un momento in cui la siccità sta colpendo anche un nord Italia abituato ad autunni brumosi, pensare di agire per mantenere questo unico pianeta che abbiamo è un dovere di tutti. Anche della moda.

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La donna della realtà globale. Moda e realtà a confronto.

“La moda non si deve subire, basta vestire le bambine come bamboline. Viva la libertà di essere quel che si vuole”. Mariagrazia Chiuri

Sono giorni che questa frase l’ho salvata sul cellulare. Perchè è bella e chiara e fiera. E’ femminista senza essere barricadera. E’ femminile e libertaria. E’ un grido di orgoglio di una donna per una donna. Lanciato all’apertura del nuovo archivio Dior Heritage nel cuore di Parigi. Stiamo parlando di tecnologia, estetica, comunicazione, ricerca. Di primo mondo nel senso più raffinato ed elevato per quanto riguarda l’immagine femminile.

E sono giorni che questa frase si scontra con tantissime altre notizie bambine sposeche invece mi lasciano amareggiata e sconcertata. Ancora spose bambine, costrette dalle famiglie a matrimoni programmati, abbandonate tra le braccia di asettici uomini che non le amano nè le rispettano, forzate del dovere coniugale dirette come frecciarossa in corsa verso uno stupro programmato, ripetuto, pianificato, giustificato. Senza possibilità di appello. Mi sono stupita di fronte alla notizia che in India i tribunali hanno confermato la sentenza con la quale una donna è stata costretta a lasciare il proprio marito – scelto per amore – per tornare sotto la volontà paterna e quindi a sposarsi in un matrimonio programmato. Incredibile. Allucinante. Ho dovuto rileggerlo. Sono stata due volte in India e ho constatato di persona quanto la condizione femminile sia degratata, al limite del tollerabile, al limite della schiavitù senza neppure il riconoscimento di uno status. Speravo che la modernità arrivasse, almeno attraverso l’applicazione delle leggi. Mi sbagliavo.

E non solo questo. Miss Perù che alla fase di presentazione delle finaliste cita i dati della violenza femminile in quel paese. Certo, dichiarazioni programmate e non volontà delle ragazze, ma mi lascia perplessa ancora una volta la forza di un messaggio simile, la necessità di comunicare in quel momento, in quel modo. Quante altre ancora taciute?

E ancora guardavo con mia figlia alcune immagini di donne di tutto il mondo che allattano. Moltissime ovviamente delle tribù indigene – come se allattare fosse solo per loro e non per noi donne, tutte intendo – e molte segnate da ferite. Che io so essere da taglio, da bastonature. Che io so essere subite nella quotidiana violenza domestica. Che si perpetra nello spazio e nel tempo. Taccio con mia figlia nella vana speranza di evitarle anche solo l’idea che l’uomo possa avere il diritto di picchiare una donna, matrattarla, ferirla, per il puro piacere di affermare la sua superiorità.

E poi la lunga stagione dei femminicidi italiani, ormai una lista talmente articolata da non trovarne neppure una fine. Oggi, qui, ora, in Italia, i nostri vicini di casa. Non parliamo di altro, parliamo di noi. Che uccidiamo per un no, per un amore negato, per un sentimento negativo. (Ma le mamme ve lo insegnano a perdere? Questo sarà un altro argomento …). Sfregiate con l’acido, massacrate, donne o famiglie intere. Quanta violenza, quanta impreparazione, quanta povertà intellettuale.

Allora dove si colloca la frase della Chiuri? In quale mondo? Come faccio a mettere insieme una immagine di donna che comprenda l’uno e l’altra? La testa china e la forza di affermarsi. La libertà e l’impossibilità di decidere alcunchè della propria vita, neppure i propri affetti.

So cosa racconterò a mia figlia, so che messaggio le sto già passando quando insieme scegliamo le magliette del mattino. So cosa voglio che cresca in lei.
Ma come mi piacerebbe che fosse realtà anche per tutte le altre bambine del mondo …